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Discussione: Le regole importanti del Superbaffo (Leggi 1641 volte)
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brifazio
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Hai ragione Antonio, andavo di fretta. Ero impegnato al pc con i peluche.  Punto 1. Non e' affatto detto che l'acqua in bottiglia di vetro sia piu' elegante o piu' buona di una caraffa di acqua WV depurata, leggermente addolcita e addizionata o no di CO2. Viene imbottigliato di tutto. A patto che sia dichiarato espressamente sul menu. In seconda battuta a sentir elogiare La Pergola per la sua carta di una ventina di minerali mi vien da ridere. Sara' che a frequentare quel posto sono soprattutto stranieri e che le esperienze che mi vengono raccontate, sempre in forma privata, sono quasi tutte negative...  La carte delle acque semmai mi fa un'impressione negativa, forse perché al ristorante non bevo mai acqua, e casomai lo faccio di nascosto, quando sono tutti distratti. Punto 2. Chi l'ha detto che un cameriere italiano possa distinguere meglio di uno straniero le differenze tra uno Chardonnay e un Sauvignon? Tra l'altro, alla cieca, quasi tutti possono confonderli quando sono presentati nelle loro espressioni meno convenzionali per gli italiani, direi non italiane, dove il vitigno caratterizza MOLTO meno del terroir il risultato finale. Sauvignon che chardoneggiano e viceversa. Un maitre in un ristorante sotto i 50 neuri? Dove? Punto 3. I prezzi dei piatti di salumi e formaggi sono MOLTO variabili, soprattutto i secondi, quindi deduco che forse non tutti hanno una percezione corretta e verosimile. Punto 4. Il tortino caldo con il ripieno di cioccolato avra' pure strarotto, concordo, ma il risultato dipende dalla materia prima, quindi che c'entra quello della Cameo? Punto 6. I tagliolini o i tajerin al tartufo me li faccio a casa, mai li prenderei al ristorante. Oltretutto non si e' parlato affatto degli altri tartufi e scorzoni - anche se in certi casi sono molto buoni, ci sono scorzoni e scorzoni - di tutto quello che non e' Tuber magnatum Pico o Tuber melanosporum. Punto 7. I camerieri di una grande pizzeria invasa dai clienti dovrebbero uscire dal locale ogni dieci minuti per informare i clienti che non hanno provveduto a prenotare un tavolo, magari nel fine settimana, sui tempi di attesa, rallentando inevitabilmente il servizio? Punto 8. La scelta delle materie prime per me e' un criterio di valutazione importante. Anche l'abilita' nel cuocere una bistecca e il saper recepire una volonta' espressa da un cliente, se la voglio al sangue e me la portano troppo cotta, come succede di sovente, non ci torno piu', mi fa pensare che siano approssimativi anche in tante altre cose. Per lo stesso motivo reputo un altro criterio fondamentale le condizioni dei servizi igienici, se non sono buone.
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superbaffo
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Punto 1. Non e' affatto detto che l'acqua in bottiglia di vetro sia piu' elegante o piu' buona di una caraffa di acqua WV depurata, leggermente addolcita e addizionata o no di CO2. Viene imbottigliato di tutto. A patto che sia dichiarato espressamente sul menu. In seconda battuta a sentir elogiare La Pergola per la sua carta di una ventina di minerali mi vien da ridere. Sara' che a frequentare quel posto sono soprattutto stranieri e che le esperienze che mi vengono raccontate, sempre in forma privata, sono quasi tutte negative...  La carte delle acque semmai mi fa un'impressione negativa, forse perché al ristorante non bevo mai acqua, e casomai lo faccio di nascosto, quando sono tutti distratti. ** SB: Non ne sono affatto convinto. L'acqua di rubinetto è una cosa e l'acqua minerale è un'altra cosa, e parlo a livello di costo per un ristoratore. Esistono acque di rubinetto migliori di molte acque imbottigliate, questo è sacrosanto, ma non giustifica nemmeno un po' il ristoratore che ci fa pagare 3 euro per un litro di acqua di rubinetto. Elogio la Pergola perchè a mio avviso è un gran ristorante per ambiente, per cucina e sopra ogni cosa per competenza e livello del servizio, che non ha pari nella capitale. Non mi risulta che ci vadano solo stranieri, al contrario, gli americani che frequantano il Cavalieri Hilton (hotel peraltro mediocre e carissimo al tempo stesso) rifuggono dalla Pergola a causa dei i suoi prezzi esorbitanti. La carta delle acque minerali in generale è un segno di civiltà della buona tavola, come la carta degli olii extravergine, la carta dei caffè, la carta delle tisane. La caraffa di acqua di rubinetto depurata servita a 3 Euro al litro è invece solo un gesto scorretto, e deve essere censurato. Punto 2. Chi l'ha detto che un cameriere italiano possa distinguere meglio di uno straniero le differenze tra uno Chardonnay e un Sauvignon? Tra l'altro, alla cieca, quasi tutti possono confonderli quando sono presentati nelle loro espressioni meno convenzionali per gli italiani, direi non italiane, dove il vitigno caratterizza MOLTO meno del terroir il risultato finale. Sauvignon che chardoneggiano e viceversa. Un maitre in un ristorante sotto i 50 neuri? Dove? ** SB: Condivido. Però il mio discorso riguardava anche qui i costi di quello che si offre al cliente. Se prendo tre cameriere rumene inesperte che non parliano nemmeno l'italiano è chiaro che il ristoratore sta risparmiando il risparmiabile, e chi ne fa le spese è il cliente. Un maitre di sala esiste in posti anche da 30 Euro, basta andarseli a cercare, magari potrebbe essere anche il proprietario. E' una questione di cultura della ristorazione: c'è chi ce l'ha e c'è chi no. Punto 3. I prezzi dei piatti di salumi e formaggi sono MOLTO variabili, soprattutto i secondi, quindi deduco che forse non tutti hanno una percezione corretta e verosimile. ** SB: Sono in sintonia con te: non vi è dubbio che salumi e formaggi abbiano prezzi variabili. Però occorre anche non confondere un esercizio "degustazione" da un esercizio "ristorante". Il secondo deve avere un cuoco vero in cucina e non solo un'affettatrice. Punto 4. Il tortino caldo con il ripieno di cioccolato avra' pure strarotto, concordo, ma il risultato dipende dalla materia prima, quindi che c'entra quello della Cameo? ** SB: Ti faccio un esempio: esistono molti tipi di panna da cucina, alcuni dei quali di qualità elevatissima. Ciononostante l'utilizzo di panna, nella cucina di un ristroante, è universalmente riconosciuto come segno di qualità dozzinale nelle preparazioni. Idem per il tortino al cioccolato: cioccolata Cameo o Valrhona che sia, è un dessert dozzinale. ...Vogliamo allora parlare degli straccetti alla rucola? Delle panne cotte? Delle mousse di cioccolato? Delle sbriciolate con crema chantilly (sic)? Certo, ci sono preparazioni buone e preparazioni scadenti, ma un po' di fantasia, di amore, di originalità? Stiamo parlando di "cose" che costano tra i 6 ed i 12 euro a porzione! Punto 6. I tagliolini o i tajerin al tartufo me li faccio a casa, mai li prenderei al ristorante. Oltretutto non si e' parlato affatto degli altri tartufi e scorzoni - anche se in certi casi sono molto buoni, ci sono scorzoni e scorzoni - di tutto quello che non e' Tuber magnatum Pico o Tuber melanosporum. ** SB: Anche io prediligo mangiare il tartufo a casa mia. Però non accetto di dover pagare come tartufo quello che tartufo non è. Quanto allo scorzone, nessuno ha obiettato sul suo gusto e sul suo valore. Anche le uova di lompo sono eccellenti, ed il lompo è sempre un succedaneo del caviale, il quale ahimè costa però 100 volte di più. In ogni caso non stiamo parlando nemmeno di scorzoni o di succedanei...magari! Qui stiamo parlando di intrugli a base di funghi spacciati come tartufo. Una cosa grave, a mio giudizio...tu che ne dici? Punto 7. I camerieri di una grande pizzeria invasa dai clienti dovrebbero uscire dal locale ogni dieci minuti per informare i clienti che non hanno provveduto a prenotare un tavolo, magari nel fine settimana, sui tempi di attesa, rallentando inevitabilmente il servizio? ** SB: No, basterebbe che il proprietario prendesse una persona in più -magari un ragazzo- che si occupi delle file di clienti nei giorni di massimo affollamento. Bastano 50/70 Euro investite due/tre sere a settimana. Ci sono molte pizzerie che già lo fanno e non mi risulta che a causa di questa miglioria abbiano avuto problemi economici, anzi. Anche qui è una forma di attenzione verso il cliente: c'è chi ce l'ha e chi invece fa "tutta tara". Punto 8. La scelta delle materie prime per me e' un criterio di valutazione importante. Anche l'abilita' nel cuocere una bistecca e il saper recepire una volonta' espressa da un cliente, se la voglio al sangue e me la portano troppo cotta, come succede di sovente, non ci torno piu', mi fa pensare che siano approssimativi anche in tante altre cose. Per lo stesso motivo reputo un altro criterio fondamentale le condizioni dei servizi igienici, se non sono buone. ** SB: La cottura di una bistecca è un elemento che deve essere dato per scontato perchè un ristoratore che cuocesse male una bistecca sarebbe equiparabile ad un ciclista che intenda disputare il giro d'Italia senza saper andare in bicicletta. Ti appoggio in pieno sull'importanza delle materie prime e sulle condizioni dei servizi igienici, che sono sempre fondamentali.
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Dialogo molto interessante e attinente ai temi del forum: mi sento di sottoscrivere molti dei punti presentati da entrambi. In particolare per l'acqua di rubinetto filtrata e rivenduta ai prezzi di minerale. Il ristoratore risparmia tutti gli spazi e i costi di gestione del magazzino e pretende di caricarmi ugualmente il prezzo di un'acqua che non posso nemmeno scegliere?? ho cancellato dalle mie preferenze diversi ristoranti per questo solo motivo e ho anche avuto la soddisfazione di vederli chiudere dopo un paio d'anni, perchè è vero che deve esistere una cultura della ristorazione e che molti degli attuali improvvisatori non ce l'hanno affatto. L'acqua è solo uno dei sintomi più evidenti. Più in generale, il servizio al cliente è fondamentale tanto quanto la cucina, e talvolta di più. Un buon pasto mi viene rovinato se alla richiesta del conto devo attendere 40 minuti! 
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superbaffo
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Corretto, mio caro. Ma anche Brifazio ha detto molte cose sacrosante. Sono felice che questo thread possa servire alla community. SB
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Elfo
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In seconda battuta a sentir elogiare La Pergola per la sua carta di una ventina di minerali mi vien da ridere. Sara' che a frequentare quel posto sono soprattutto stranieri e che le esperienze che mi vengono raccontate, sempre in forma privata, sono quasi tutte negative...  La carte delle acque semmai mi fa un'impressione negativa, forse perché al ristorante non bevo mai acqua, e casomai lo faccio di nascosto, quando sono tutti distratti. Considero la Pergola il miglior ristorante (complessivamente) dove io abbia mai mangiato. Bella forza, dirà qualcuno, se non conosci Vissani, Alaimo, Pierangelini ecc. . Vero, ho una vaga conoscenza della ristorazione romana (e dintorni) e pochissime esperienze fuori provincia. Diciamo allora che io ci ho mangiato quattro volte e non ho mai rimpianto la NON modica cifra che ho speso. Non credo che venga frequentato soprattutto da stranieri, o almeno quando ci ho cenato c'erano molti italiani. La carta delle acque può sembrare una esagerazione, anche se le acque non sono tutte uguali, e così come hanno una stupenda carta dei vini, a quel livello secondo me è giusto che offrano un "plus" anche all'eventuale ospite astemio o con esigenze particolari (acque più o meno ricche di sali, di potassio, di sodio , ecc. ) P.S. quando parlo di complessivamente mi riferisco al fatto che oltre ad aver mangiato sempre molto bene e con soddisfazione, ho goduto di una ospitalità ed un trattamento eccellente.
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Biker
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Il tema è molto interessante, ma, a mio parere, è impossibile avere un manifesto di regole condiviso e condivisibile da tutti. Se escludiamo alcuni, pochi criteri che possono essere generalizzati e da tutti condivisi (igiene e pulizia, cortesia... e poco altro ancora), per quanto riguarda tutto il resto credo sia del tutto soggettivo.
Un esempio su tutti: la sopracitata pasta con il tartufo ... io preferisco mangiarla al ristorante piuttosto che a casa (parere già non condiviso), la mangio una o al massimo due volte all'anno e pretendo la massima qualità, non importa quanto devo spendere (non credo di trovare tutti d’accordo). Quindi se vado a mangiare il tartufo per me il prezzo è in subordine rispetto alla qualità e alla preparazione del piatto. Ma non posso generalizzare a tutti queste mie aspettative.
Parliamo dell'acqua minerale ... sinceramente a me non frega niente dell'acqua ... se vado in pizzeria mi concentro sulla birra e uso l'acqua solo per dissetarmi ad inizio cena ... se vado al ristorante mi concentro su un buon vino e anche in questo caso l'acqua ha solo l'obiettivo di dissetarmi all'inizio della cena. per cui non sento l'esigenza di una carta delle acque e, nel caso ci fosse, prenderei la meno costosa. L’acqua “alla spina” mi spaventa un po’ perché, da quello che so, la pulizia dei filtri è molto critica … se non viene fatta regolarmente si rischia di bere un sacco di batteri … Costa 2 euro o più? Mah, mi sembra più un furto pagare 5, dico 5 euro di coperto.
Camerieri italiani o stranieri? mah, anche qui dipende da dove mi trovo ... se sono in una pizzeria o una trattoria senza grandi pretese, mi basta che capiscano e parlino l'italiano e che siano cortesi (e magari carucce, se parliamo di cameriere!!! eh eh eh) ... ho incontrato camerieri italiani scortesi e con forti difficoltà lessicali e camerieri stranieri molto cortesi e con una buona padronanza della lingua (e viceversa) ... in un ristorante pretendo inoltre che il cameriere conosca i piatti e magari mi guidi nella scelta dei vini ... a proposito, ricordo sempre con piacere la carinissima e competente somellier giapponese del ristorante il Pagliaccio di Roma.
Insomma, potrei andare avanti ancora ad indicare quelle che sono le mie aspettative in una cena e il mio metro di giudizio ... sapendo che questo non potrà essere generalizzato e messo in un manifesto. Quante volte è capitato andare a cena con amici e avere pareri del tutto divergenti sulla cena, avere commensali che si innervosiscono al minimo ritardo e altri che invece si innervosiscono se il servizio è troppo celere, amici che si fissano sul grado più o meno del vino servito e altri che ingurgitano una bottiglia di barolo aperto da pochi secondi, o altri che guardano le porzioni e sorvolano sulla cottura di una pasta, altri ancora che non sopportano tutto ciò che esce dal tradizionale e da quello che fa la "mamma" ... Insomma troppo difficile, anzi impossibile avere un set di regole comuni e condivise. Credo.
Il Biker
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brifazio
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In seconda battuta a sentir elogiare La Pergola per la sua carta di una ventina di minerali mi vien da ridere. Sara' che a frequentare quel posto sono soprattutto stranieri e che le esperienze che mi vengono raccontate, sempre in forma privata, sono quasi tutte negative...  La carte delle acque semmai mi fa un'impressione negativa, forse perché al ristorante non bevo mai acqua, e casomai lo faccio di nascosto, quando sono tutti distratti. Considero la Pergola il miglior ristorante (complessivamente) dove io abbia mai mangiato. Bella forza, dirà qualcuno, se non conosci Vissani, Alaimo, Pierangelini ecc. . Vero, ho una vaga conoscenza della ristorazione romana (e dintorni) e pochissime esperienze fuori provincia. Diciamo allora che io ci ho mangiato quattro volte e non ho mai rimpianto la NON modica cifra che ho speso. Non credo che venga frequentato soprattutto da stranieri, o almeno quando ci ho cenato c'erano molti italiani. La carta delle acque può sembrare una esagerazione, anche se le acque non sono tutte uguali, e così come hanno una stupenda carta dei vini, a quel livello secondo me è giusto che offrano un "plus" anche all'eventuale ospite astemio o con esigenze particolari (acque più o meno ricche di sali, di potassio, di sodio , ecc. ) P.S. quando parlo di complessivamente mi riferisco al fatto che oltre ad aver mangiato sempre molto bene e con soddisfazione, ho goduto di una ospitalità ed un trattamento eccellente. E vorrei vedere, con quello che si paga!!! Ammetti pero' che non e' simpatico sentire da uno chef che si porta al tuo tavolo a domande sui dessert rispondere: e che ne so, mica l'ho fatto io! Oppure, dopo aver ordinato una boccia da 160 neuri sentire alle proprie spalle commentare in romanesco da personale di sala presumibilmente competente: "Aho', me sa che questi ce capiscono", dopo che le proposte di abbinamento erano state intelligentemente ignorate dagli occupanti del tavolo -sicuramente competenti ma senza sbruffonerie, senza averlo dichiarato - perche' minimaliste e inadeguate, aggiungo.  Quoto il Biker è impossibile avere un manifesto di regole condiviso e condivisibile da tutti. Se escludiamo alcuni, pochi criteri che possono essere generalizzati e da tutti condivisi (igiene e pulizia, cortesia... e poco altro ancora), per quanto riguarda tutto il resto credo sia del tutto soggettivo. E quoto anche quanto detto sull'acqua, in pieno! 
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« Ultima modifica: 14 Febbraio, 2007, 16:22:33 da brifazio »
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Elfo
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Ammetti pero' che non e' simpatico sentire da uno chef che si porta al tuo tavolo a domande sui dessert rispondere: e che ne so, mica l'ho fatto io! Oppure, dopo aver ordinato una boccia da 160 neuri sentire alle proprie spalle commentare in romanesco da personale di sala presumibilmente competente: "Aho', me sa che questi ce capiscono", dopo che le proposte di abbinamento erano state intelligentemente ignorate dagli occupanti del tavolo -sicuramente competenti ma senza sbruffonerie, senza averlo dichiarato - perche' minimaliste e inadeguate, aggiungo.
inaccettabile comportamento anche in un ristorante di minor livello ... Il Biker
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Ammetti pero' che non e' simpatico sentire da uno chef che si porta al tuo tavolo a domande sui dessert rispondere: e che ne so, mica l'ho fatto io! Oppure, dopo aver ordinato una boccia da 160 neuri sentire alle proprie spalle commentare in romanesco da personale di sala presumibilmente competente: "Aho', me sa che questi ce capiscono", dopo che le proposte di abbinamento erano state intelligentemente ignorate dagli occupanti del tavolo -sicuramente competenti ma senza sbruffonerie, senza averlo dichiarato - perche' minimaliste e inadeguate, aggiungo.
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Elfo
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Ero stato autorizzato a farlo, ma non ho mai postato la recensione come mi era stato chiesto perche' non mi e' sembrato corretto. Aggiungo che la mia amica, sicuramente piu' del suo compagno, per attitudine e indipendenza di giudizio e di implicazioni professionali, sarebbe una delle pochissime ad avere il coraggio di parlare in negativo della Pergola, in rete e' tutto un susseguirsi di elogi, inchini, riverenze e salamelecchi. In privato poi si scoprono altre cose, che strano, ma mica tanto! Di certo non e' l'unico episodio malaugurato che mi hanno raccontato.
So di ripetermi, ma la cosa mi sorprende molto (e sia chiaro,non sono amico di Beck, nè azionista della Pergola ... magari). Io ho trovato invece il servizio molto attento e professionale (tra l'altro non così ingessato come temevo), e quando ho chiesto consigli al sommelier (non essendo io un esperto di vini) ho sempre avuto un supporto soddisfacente (senza trascurare il fatto che mi ha sempre suggerito bottiglie buone, a mio avviso, ma non costose). Il servizio, la macchina teatrale che c'è dietro al ristorante, oltre ovviamente alla qualità del cibo, sono le cose che contraddistinguono La Pergola (poi è possibilissimo che dietro le quinte i commenti si facciano, ma io non li ho mai sentiti ... Lo ammetto, sono un pò duro di orecchi  )
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