ignorantemente penso dipenda dalla qualita' degli alcolici bevuti
lo dico perche' a me personalmente accade di bere roba buona e stare bene (a meno che non esagero e esco obliqua ) ; al contrario se la qualita' e' scadente o andante... escopiegata in due sentendomi proprio male ma male male male....
uno strano effetto me lo fa da anni il vino bianco .. non so il perche' ovviamente (tannino forse? ma anche il rosso lo ha)
col vino bianco devo stare attenta.. molto attenta... perche' rischio di passare proprio la nottata in bianco e al.. bagno

il vino bianco, per esser reso tale, contiene "schifezze" (parlo dell'odore) dal potere sbiancante (se entri in una cantina mentre trattano il bianco, c'è da star male - per carità, è tutto legale, però). parlo con cognizione di causa: ho vissuto 5 anni in toscana, tra vigne, cantine ed enologi
Veramente il vino è bianco e non rosso anche perché di solito è fatto con uve dalla buccia bianca e quando è
fatto con altre uve vengono separate subito le bucce, ricche, tra l'altro, di sostanza antocianiche, coloranti,
polifenoli e tannini.
Se fatta in questo modo viene chiamata vinificazione in bianco.
Proteine di origine animale, albumina, caseina, colla di pesce, midollo di bue, poi bentonite, silice colloidale,
caolino, gomma arabica e altro sono utili per far precipitare, dovrei dire flocculare, se non ricordo male,
le sostanze colloidali opposte responsabili di depositi, e sospensioni che causano l'intorbidimento, certo non per cambiare il colore.
A queste devono seguire filtrazioni per eliminare le sostanze aggiunte, con diverse tecniche.
Anche queste non possono cambiare il colore, solo la limpidezza e la trasparenza.
Le filtrazioni possono eliminare, insieme con le sostanze che non lo rendono limpido anche altre
invece utili e caratterizzanti, per questo motivo in molte produzioni, soprattutto di qualità, si tende
a non effettuare alcuna chiarificazione né filtrazione, ma solo travasi, che se ben fatti possono limitare
la quantità di depositi residui nella bottiglia.
La loro presenza non è affatto disdicevole, anzi!.
In qualche caso si fa seguire, nella fase finale, l'abbattimento della temperatura per far precipitare
la maggior parte dei sali tartarici che però non hanno alcuna influenza sull'olfatto e sul gusto,
se non lasciare sul fondo della bottiglia una sabbietta che sembra silicea.
Anche questo può stressare il vino.
Dimenticavo una cosa, per limitare l'azione di batteri, per selezionare l'azione dei lieviti favorendo quelli
più produttivi di alcol, come antiossidante, come coadiuvante per l'estrazione dei pigmenti dalle bucce,
e per altri scopi, il mosto viene trattato con anidride solforosa.
Se ben dosata il contenuto nel vino, al termine del processo di vinificazione, all'imbottigliamento,
sarà significativamente ridotto, e non sarà percettibile.
Nel caso di molti bianchi e soprattutto bianchi dolci il dosaggio del bisolfito è ben maggiore,
le sostanze contenute nelle bucce a contatto con il mosto, nel caso dei rossi, fanno in modo
che la solforosa sia meno necessaria.
Malauguratamente, in alcuni vini, anche di grande pregio, i residui sono tali da poter essere percepiti in degustazione.
Sgradevole all'olfatto e lievemente tossica per inalazione, è responsabile di pesantezze e cefalee del giorno dopo.
quanta sapienza! è un piacere leggerti..
mi spiace di non essermi espressa bene, intendevo anch'io per avere il prodotto finale, quello che degustiamo trovandolo chiaro e limpido in bottiglia... e mi riferivo proprio al bisolfito! un saluto e un inchino di fronte a tanta scienza!