Ambiente e collocazioneA via del Pigneto, 46, nell'omonimo quartiere, in gran spolvero e di moda. De gustibus...
Ambiente giovane, come la clientela, moderno, con aria condizionata a pieno regime, secondo me troppa.
Quaranta tavoli, tutti interni, con uno spazio per gli aperitivi da tenere in considerazione in futuro.
Tovaglie, bicchieri e stoviglie in sintonia con il resto, mentre le sedie sono quelle da campeggio,
assolutamente inadeguate all'ambiente, scomode e di diversa foggia e colore, spero che verranno
sostituite, stonano totalmente con il resto.
Il ciboDopo il benvenuto, un cuscus taboulé non ben riuscito, per l'assenza di erbe aromatiche e del succo di limone e troppo asciutto,
dominato dal sapore di troppo olio e accompagnato da una microscopica porzione di filetto di merluzzo fritto,
non più di un centimetro e mezzo di lunghezza per uno di larghezza, ho preso un'insalata di polpo alla catalana.
Migliorabile.
Evidentemente proveniente da diversi esemplari, vista la differenza di consistenza tra pezzo e pezzo, in
molti casi fibroso e troppo tenace, con l'equilibrio pregiudicato dall'aromaticità troppo pungente del finocchio,
che disturbava anche la bevuta. 11 euro sono troppi anche in relazione alla minima quantità di mollusco nel piatto.
Gli altri commensali hanno preso una zuppa piccante di cozze e vongole veraci e una parmigiana di melanzane e zucchine,
il migliore dei tre antipasti, ma la prossima volta prenderò il misto di bolliti con verdure.
Ho notato una presenza ingombrante del pomodoro, solo uno degli antipasti era senza.
Mi sentirei di consigliare di saltare a piè pari gli antipasti e prendere sempre sia il primo che il secondo, a prezzi molto interessanti.
Ottime le eliche con guanciale di Cinta senese e funghi galletti (Cantharellus cibarius) piatto abbondantissimo e molto saporito.
E' un piatto che conosco bene, l'ho sperimentato molte volte, e infatti ho trovato degli accorgimenti e varianti per trovare un bilanciamento superiore.
hanno a che fare con un trattamento per gli stessi funghi, e con la scelta del formaggio, ma non li svelo.
Sono stati ordinati anche dei tagliolini con pesto alla genovese e calamaretti croccanti e delle fettuccelle con polpo e pecorino, con molto pomodoro.
Per secondo agnello provenzale in crosta di pistacchi, con un trionfo di spezie ed erbe aromatiche esaltante, tra le quali dragoncello,
cerfoglio, cardamomo, mi pare timo e non ricordo che altro.
Anche qui porzione abbondante, per me non è un difetto, non sono un inappetente, cottura perfetta, meglio ancora, differenziata tra pezzo e pezzo.
Da riprendere, senza dubbio, per un appassionato del genere come me.
Abbiamo ordinato anche un filetto di rombo brasato, accompagnato da un insolito hamburger vegetale di patate. E pomodori.
Non ho preso il dolce, i miei compagni una bavarese di cioccolato al latte e un semifreddo alla vaniglia.
ViniChampagne Jacquesson Cuvée 730 mill. 2002
Spina acida ancora evidente con toni fruttati di mele e pere, pochi tostati e naturalmente fragranza.
Bollicine persistenti e finissime, perfetta corrispondenza gusto olfattiva con una idea di piccoli frutti rossi nel finale, forse ciliegie.
Un errore averlo preso per primo, lo avrei bissato senza problemi, ma non me lo avete concesso, come nemmeno
la scelta di un blanc de noirs, che cattivi i miei commensali.
Champagne Franck Pascal
Pinot Meunier al 95%.
Naso di mollica di pane appena sfornato e cotto troppo poco e di pasta madre, con note floreali e delicatamente agrumate.
In bocca meno struttura del precedente, e minore persistenza.
Il servizioNota dolente, tempi di attesa lunghissimi e balbettante, direi a macchia di leopardo, la nostra comanda è stata accomunata a quella dei nostri vicini, arrivati dopo venti minuti
e hanno commesso errori continui, non ricordandosi mai che cosa aveva preso ogni persona, e facendo scambi frequenti tra i tavoli.
Hanno bisogno di rodaggio e di affinare il sistema delle comande, è evidente, ma per i disguidi non credo sia responsabile
esclusivamente uno dei due reparti, cucina e sala, ma mancato un coordinamento, si nota la mancanza di una figura di
collegamento, che mette ordine tra le comande e che ha una supervisione in sala.
La gentilezza e la bravura della ragazza che ci ha servito hanno minimizzato il fastidio.
Se solo i miei commensali non si fossero persi per il quartiere arrivando in ritardo ci avrebbero servito prima di tanti altri clienti...
Se pensate di andarci armatevi di tanta pazienza e non dimenticate di fare merenda il pomeriggio così da non arrivare troppo affamati.
Un consiglio, anche se in mezzo alla settimana, non sedetevi al tavolo dopo le 20.30/21.00.
La spesaSolo per la cantina 118 euro e per il cibo 106.
Quindi abbiamo speso ciascuno poco più di 70 euro, a parte la mancia, considerando lo sconto di 9 euro su 224.
Mappetta della zona (da Tuttocittà)Stranamente mi ritorna in automatico il civico 38, ma non è la prima volta che mi succede.
Ho accorciato l'url per comodità.
http://tinyurl.com/3xes7z