@Jos
quindi in pratica le cose che sono scritte nelle etichette, dietro le bottiglie di vino (anche quelle prestigiose)
tipo<< ideale per abbinamento con carni bianche, frutta secca, e dolci...bla bla >>
sono TUTTE BALLE .

Sì, ci sono scritte delle palle incredibili, e dei luoghi comuni raccapriccianti.
Un gioco divertente per sommelier e appassionati leggerle.
Ho letto delle controetichette con i consigli di servizio e di abbinamento, le chiamiamo così, tutte uguali per diversi vini della stessa azienda,
ne avevano scritta solo una per i bianchi e solo una per i rossi. E già è tanto, va apprezzato lo sforzo.
bah! per me quando si arriva ad abbinare 50 prosciutti a 50 tipi di vini diversi...c'è qualcosa che non va ..a livello mentale . 
e cmq queste sono cose da super-super-super maniacintenditori fissati...
Ti sembrerà strano, ma sono quasi completamente d'accordo.
qualche regola basic da cui iniziare a sbrogliare la matassa c'è, CI DEVE ESSERE..
secondo me poteva essere una cosa carina da fare, in assoluta modestia e senza velleità professionali..
ma evidentemente nn è stato colto lo spirito della proposta...Qualche anno fa avevo delle velleità artistiche, nel campo musicale, purtroppo poi annichilite anche perla mia scarsa
combattività contro l'opposizione tenace e assoluta di mio padre nel permettermi di continuare gli studi in conservatorio.
Ero stato seguito da mia nonna, da 9 a 13 anni, insegnante di musica, e da un paio di suoi ex-studenti,
musicisti dell'appena nata ECYO, orchestra giovanile della Comunità europea, in quegli anni
diretta anche dal giovane Claudio Abbado, e che mia nonna accompagnò nelle tournée mondiali,
fino alla malattia gravissima che pose fine alla sua vita.
Chiesi a entrambi i giovani musicisti, in differenti circostanze, come avevano fatto a ottenere i risultati
ai quali erano arrivati, la natura e l'intensità degli sforzi e degli ostacoli che avevano dovuto superare,
se erano soddisfatti dei risultati raggiunti e se in piena sincerità, con spietatezza, secondo loro avevo
qualche minima possibilità di affrontare con successo il percorso didattico del conservatorio.
Entrambi mi diedero identiche risposte. 1. Con lo studio e la tenacia. 2. Non eccessivi, in quanto erano in possesso
delle capacità sufficienti e già avevano alle spalle diversi anni di studio, proprio come me 3. soddisfatti, MAI,
lo studio è per sempre 4. avevo tutte le potenzialità per raggiungere brillantemente i risultati, anzi mi spronavano in continuazione.
Studio, capacità e ancora studio.
Avrebbero potuto almeno mentire sull'ultima risposta, se solo avessero saputo dell'avversione paterna
e della mia scarsa combattività e mancanza di spina dorsale, anche se avevo 13 anni scarsi.
Un settore nel quale mi sono sentito sempre quasi completamente negato è quello del disegno, a parte forse
questi ultimissimi tempi, grazie ad anni di disegno assistito dal computer, per lavoro.
Se ti chiedessi di insegnarmi in cinque minuti a disegnare decentemente un corpo umano, che cosa mi diresti?
ma noi abbiamo tutto il tempo che vogliamo! mica dobbiamo farlo in una volta sola, il manualetto!!
inizierei e poi la volta dopo continuerei, e poi la volta dopo ancora...e ancora... fino alla fine del corso