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Autore Discussione: Brunello e Rosso  (Leggi 359 volte)
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Brunello e Rosso
« Su: 09 Dicembre, 2007, 22:31:55 »

mi hanno appena portato le seguenti bocce:

Brunello di Montalcino 2002 imbottigliato da Mori Alessandro - Il Marroneto
    "               "         2002 Fattoria dei Barbi
    "               "         2002 Sesti
    "               "         2002 Máté
Rosso di Montalcino 2005 Canalicchio di Sopra
    "              "       2005 Solaria
    "              "       2005 Pieri

sono delle sòle?
come sapete sono una super parvenue
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #1 Su: 09 Dicembre, 2007, 23:43:29 »

sarò breve.

Il 2002 a Montalcino è stata una delle peggiori annate di sempre, solo pochissimi produttori sono riusciti a tirarne fuori qualcosa di decente, e che io sappia non vi è nessuno di quelli citati nel topic, uno dei quali ha tirato fuori una Riserva 2001 straordinaria, ma stiamo già finendo off topic.

Anche il 2005 non è certo annata memorabile, ma qualche Rosso di Montalcino decente ne è uscito fuori, in particolare Canalicchio di Sopra (detto anche X di Sopra in memoria dei tempi cupi sul forum del GR  Grin) non è poi malaccio.

Gli abbinamenti classici del Brunello sono le carni dal sapore forte, gli stracotti, il cinghiale, il piccione e la selvaggina tutta. Il Rosso puoi giocartelo su carni meno impegnative, primi e terrine di carne, ma anche con un pollo allo spiedo o una zuppa sostanziosa.
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #2 Su: 10 Dicembre, 2007, 02:08:13 »

sarò breve.

hhhmmmm e io me lo immaginavo che fosse una sòla, grazie Re mi sei stato di grande aiuto
 Smiley
anche per capire che tipo di regalo fosse

e oggi sono due volte che ti sfrutto, ti devo un favore
 Smiley Smiley Smiley
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #3 Su: 10 Dicembre, 2007, 03:37:50 »

sarò breve.

Il 2002 a Montalcino è stata una delle peggiori annate di sempre, solo pochissimi produttori sono riusciti a tirarne fuori qualcosa di decente, e che io sappia non vi è nessuno di quelli citati nel topic, uno dei quali ha tirato fuori una Riserva 2001 straordinaria, ma stiamo già finendo off topic.

Anche il 2005 non è certo annata memorabile, ma qualche Rosso di Montalcino decente ne è uscito fuori, in particolare Canalicchio di Sopra (detto anche X di Sopra in memoria dei tempi cupi sul forum del GR  Grin) non è poi malaccio.

Gli abbinamenti classici del Brunello sono le carni dal sapore forte, gli stracotti, il cinghiale, il piccione e la selvaggina tutta. Il Rosso puoi giocartelo su carni meno impegnative, primi e terrine di carne, ma anche con un pollo allo spiedo o una zuppa sostanziosa.
Bravo, sintetico ed esaustivo.

Che cosa mi puio dire in più  del Rosso di Montalcino di Canalicchio di Sopra di cui sopra?  Cheesy

Generalizzando, e generalizzando si sbaglia, dicevo, in generale,  il Rosso di M. lo giudico poco interessante.

Semmai si potrebbe fare qualche nome di Sangiovese della doc Sant'Antimo, senza aprire un nuovo thread.

La denominazione è molto variegata, a me interesserebbe sapere il nome di qualche buon produttore di sangiovese grosso in purezza. Sai farmene qualcuno?
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #4 Su: 10 Dicembre, 2007, 09:32:25 »

Quota da: brifazio
Semmai si potrebbe fare qualche nome di Sangiovese della doc Sant'Antimo, senza aprire un nuovo thread.

La denominazione è molto variegata, a me interesserebbe sapere il nome di qualche buon produttore di sangiovese grosso in purezza. Sai farmene qualcuno?

purtroppo la risposta è no, i produttori che conosco della DOC Sant'Antimo, chi più chi meno, bordoleseggiano alla grandissima, slegando più o meno completamente tali vini dal territorio e facendo sì che anche per tale motivo il mio interesse verso di essi cali.
Del resto, perché uscire con un Sangiovese in purezza marchiato Sant'Antimo Rosso quando puoi farlo uscire come Rosso di Montalcino, denominazione dall'appeal commerciale decisamente più elevato?
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #5 Su: 10 Dicembre, 2007, 09:59:04 »

Quota da: brifazio
Semmai si potrebbe fare qualche nome di Sangiovese della doc Sant'Antimo, senza aprire un nuovo thread.

La denominazione è molto variegata, a me interesserebbe sapere il nome di qualche buon produttore di sangiovese grosso in purezza. Sai farmene qualcuno?

purtroppo la risposta è no, i produttori che conosco della DOC Sant'Antimo, chi più chi meno, bordoleseggiano alla grandissima, slegando più o meno completamente tali vini dal territorio e facendo sì che anche per tale motivo il mio interesse verso di essi cali.
Del resto, perché uscire con un Sangiovese in purezza marchiato Sant'Antimo Rosso quando puoi farlo uscire come Rosso di Montalcino, denominazione dall'appeal commerciale decisamente più elevato?
Forse perché si hanno meno lacci e lacciuoli che nell'altra doc.
E perché si vuol far crescere la denominazione.
A mio parere ce ne sono diversi di Sant'Antimo Sangiovese in purezza, uno è sicuramente quello di Cignozzi,
il milanese naturalizzato ilcinese che ha la musica in vigna e in cantina, che ora si occupa solo del Paradiso di Frassina.
Il Gea, affinato con le musiche di Mozart.
Me lo ricordo come vino interessante.

Qui ne posso parlare tranquillamente, visto che non c'è quel vecchio toscano aggressivo
e maleducato, lui si definisce schietto e sanguigno, competentissimo di aziende e vini di Toscana,
che ha come nick il nome del proprio cane.
Basta fare il nome di Cignozzi e quello insulta senza pensarci due volte e se fosse per lui ti toglierebbe il diritto di parlare.
Oppure fare il nome di un'azienda che non gradisce per ottenere lo stesso risultato.

Rosso di Montalcino appeal elevato? Non mi pare più molto, abbastanza sputtanato, direi, piuttosto.

Forse Alex mi saprà dire qualche altro nome di S.Antimo da sangiovese grosso..

Però lasciami dire che di Cabernet sauvignon buoni in Toscana ne sanno fare e per niente
slegati, la territorialità emerge eccome, come di Merlot, e questo m'interessa meno.

Posso dire pure che lo stesso Ca' del Pazzo, Brunello e Cabernet di Caparzo, in certe annate lo trovo molto buono,
e assolutamente 100% toscano.

O mi devo uniformare alla massa dei puristi del sangiovese e dei vitigni autoctoni a ogni costo, sempre e comunque?
Se il cabernet in un posto viene bene, perché non s'ha da fare?

Esempio, il Darmagi di Angelo Gaja.
« Ultima modifica: 10 Dicembre, 2007, 10:21:54 da brifazio » Loggato


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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #6 Su: 10 Dicembre, 2007, 14:06:10 »

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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #7 Su: 10 Dicembre, 2007, 14:17:33 »

Quota da: brifazio
Se il cabernet in un posto viene bene, perché non s'ha da fare?

Esempio, il Darmagi di Angelo Gaja.

vabbè, su questo direi che la pensiamo molto diversamente. Soprattutto nell'esempio specifico. Da grande amante dei supertuscan, apprezzo particolarmente anche alcuni vini decisamente moderni della costa. Ma il Giove Tonante, no, quello no, per me rimane l'esempio di un figlio enologicamente degenere oltre che un personaggio che ha tentato -fortunatamente senza riuscirci del tutto- di rovinare la viticoltura in Langa.
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #8 Su: 10 Dicembre, 2007, 15:11:34 »

Quota da: brifazio
Se il cabernet in un posto viene bene, perché non s'ha da fare?

Esempio, il Darmagi di Angelo Gaja.

vabbè, su questo direi che la pensiamo molto diversamente. Soprattutto nell'esempio specifico. Da grande amante dei supertuscan, apprezzo particolarmente anche alcuni vini decisamente moderni della costa. Ma il Giove Tonante, no, quello no, per me rimane l'esempio di un figlio enologicamente degenere oltre che un personaggio che ha tentato -fortunatamente senza riuscirci del tutto- di rovinare la viticoltura in Langa.
Vabbe' senza Angelo Gaja le Langhe non sarebbero diventate così rilevanti dal punto di vista del vino, ma una zona semindustriale.
Questo è sicuro, non sono favole. Altro che rovinare la viticoltura, non c'era più la viticoltura...  Roll Eyes Frutteti e piccole aziende, soprattutto.

Ah, il Maestro Raro non è della costa, Fabio. Dimme che fa schifo! A 16 comprato lì, no dimmi dimmi...

E dimme pure che il Darmagi fa schifo...
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #9 Su: 10 Dicembre, 2007, 16:13:26 »

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Se il cabernet in un posto viene bene, perché non s'ha da fare?

Esempio, il Darmagi di Angelo Gaja.

vabbè, su questo direi che la pensiamo molto diversamente. Soprattutto nell'esempio specifico. Da grande amante dei supertuscan, apprezzo particolarmente anche alcuni vini decisamente moderni della costa. Ma il Giove Tonante, no, quello no, per me rimane l'esempio di un figlio enologicamente degenere oltre che un personaggio che ha tentato -fortunatamente senza riuscirci del tutto- di rovinare la viticoltura in Langa.
Vabbe' senza Angelo Gaja le Langhe non sarebbero diventate così rilevanti dal punto di vista del vino, ma una zona semindustriale.
Questo è sicuro, non sono favole. Altro che rovinare la viticoltura, non c'era più la viticoltura...  Roll Eyes Frutteti e piccole aziende, soprattutto.

Ah, il Maestro Raro non è della costa, Fabio. Dimme che fa schifo! A 16 comprato lì, no dimmi dimmi...

E dimme pure che il Darmagi fa schifo...

Forse volevi dire senza Giovanni Gaja... e anche così avresti fatto un torto a Conterno, Giacosa, Mascarello e compagnia bella.

E sinceramente non ho niente contro le piccole aziende, anzi, è più facile fare vini di qualità con pochi ettari vitati... e non portarmi l'esempio dei premier di Bordeaux vista la drammatica diversità dei background enologico-culturali!

Il Maestro Raro non è un vino che mi metterei in cantina, piuttosto preferisco prendermi un cartone di Fontalloro e uno di olio  Grin

Il darmagi lo lascio volentieri a te, a Luciano e ai suoi altri estimatori: citami un vino italiano della fascia oltre i 100€ peggiore...

ovviamente tutto imho
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #10 Su: 10 Dicembre, 2007, 17:47:03 »

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Se il cabernet in un posto viene bene, perché non s'ha da fare?

Esempio, il Darmagi di Angelo Gaja.

vabbè, su questo direi che la pensiamo molto diversamente. Soprattutto nell'esempio specifico. Da grande amante dei supertuscan, apprezzo particolarmente anche alcuni vini decisamente moderni della costa. Ma il Giove Tonante, no, quello no, per me rimane l'esempio di un figlio enologicamente degenere oltre che un personaggio che ha tentato -fortunatamente senza riuscirci del tutto- di rovinare la viticoltura in Langa.
Vabbe' senza Angelo Gaja le Langhe non sarebbero diventate così rilevanti dal punto di vista del vino, ma una zona semindustriale.
Questo è sicuro, non sono favole. Altro che rovinare la viticoltura, non c'era più la viticoltura...  Roll Eyes Frutteti e piccole aziende, soprattutto.

Ah, il Maestro Raro non è della costa, Fabio. Dimme che fa schifo! A 16 comprato lì, no dimmi dimmi...

E dimme pure che il Darmagi fa schifo...

Forse volevi dire senza Giovanni Gaja... e anche così avresti fatto un torto a Conterno, Giacosa, Mascarello e compagnia bella.

E sinceramente non ho niente contro le piccole aziende, anzi, è più facile fare vini di qualità con pochi ettari vitati... e non portarmi l'esempio dei premier di Bordeaux vista la drammatica diversità dei background enologico-culturali!

Il Maestro Raro non è un vino che mi metterei in cantina, piuttosto preferisco prendermi un cartone di Fontalloro e uno di olio  Grin

Il darmagi lo lascio volentieri a te, a Luciano e ai suoi altri estimatori: citami un vino italiano della fascia oltre i 100€ peggiore...

ovviamente tutto imho
Soprattutto senza Giovanni Gaja, ma non solo, non solo.
Lasciamo perdere va'.
Mascarello. Quale scusa?
E tutti i Langa boys e i loro fratelli maggiori e zii non hanno beneficiato della pubblicità di Gaja?


Mo' che c'entra il rapporto qualità prezzo con i vini di Gaja, spiega spiega che questa è grossa.


Dai, stai facendo l'enosborone, ma manco mi citi il Rancia, mmmmmahh booooh e non parli di annate mmmmmmaaaaah
Fontalloro detto così, tout court, è un discorso sui generis, anche olio di Felsina è sui generis, quale e che raccolta?

Per emettere giudizi così tranchant del Maestro Raro quali annate hai provato? E quante bottiglie? E quando, in che occasione?

Il tuo mi sembra un discorso un po' alla pippuz, e ho detto tutto.

Tentare di rovinare la viticoltura in Langa? Prego? Hai dati a disposizione sulle superfici vitate negli ultimi 50 anni?
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #11 Su: 10 Dicembre, 2007, 21:34:19 »

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Soprattutto senza Giovanni Gaja, ma non solo, non solo.
Lasciamo perdere va'.
Mascarello. Quale scusa?

ovviamente Bartolo.


Quota da: brifazio
E tutti i Langa boys e i loro fratelli maggiori e zii non hanno beneficiato della pubblicità di Gaja?

chi ha sempre fatto e fa tuttora vini di qualità non credo abbia mai avuto bisogno della pubblicità di Gaja.
I parvenue della viticoltura langaiola, quelli che hanno bisogno del ROI dopo avere comprato in Langa a 500k/Ha e che fanno vini tutti uguali sperando che nel loro essere tutti uguali ci scappino dei premi a casaccio, quelli sì che hanno beneficiato della pubblicità di Giove.


Quota da: brifazio
Mo' che c'entra il rapporto qualità prezzo con i vini di Gaja, spiega spiega che questa è grossa.

C'entra, c'entra, perché se Darmagi costasse 15€ tutto sommato sarebbe un onesto prodotto, seppur omologato e non in grado di esprimere il territorio.
Non mi dirai che tu nel Darmagi ci senti le Langhe, suvvia... potrebbe essere un vino statunitense, australiano, cileno, sudafricano o delle Marianne Settentrionali, come avrai capito non mi piace e non è nelle mie corde, lo trovo anonimo, privo di particolari guizzi organolettici, non ci sento il territorio e non mi lascia esperienze sensoriali memorabili, poi se qualcuno è felice di spendere 130€ per berselo cavoli suoi, c'è anche chi paga 500€ l'ora per fare kaviar passivo quindi de gustibus!


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Dai, stai facendo l'enosborone, ma manco mi citi il Rancia, mmmmmahh booooh e non parli di annate mmmmmmaaaaah
Fontalloro detto così, tout court, è un discorso sui generis, anche olio di Felsina è sui generis, quale e che raccolta?

era un discorso generale, ho citato il Fontalloro perché sicuramente è un vino moderno MA che esprime il territorio, nel Fontalloro ci sento la Toscana, ci sento il Sangiovese, è un vino che mi dice qualcosa del territorio da cui proviene. Non ho citato il Rancia perché ho preferito fare un esempio con un vino moderno quanto il Maestro Raro ma che incontra di più il mio gusto personale.

Dei quattro denocciolati di Felsina il meno nelle mie corde è il Pendolino, ma ovviamente dipende da cosa devi abbinarci, comunque ammetto di avere un debole per gli oli con note amare e piccanti molto evidenti e con una grande persistenza, quindi su tutti il Raggiolo, che è l'unico di cui ho già assaggiato il 2007 trovandolo eccezionale.



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Per emettere giudizi così tranchant del Maestro Raro quali annate hai provato? E quante bottiglie? E quando, in che occasione?

Il tuo mi sembra un discorso un po' alla pippuz, e ho detto tutto.

Non vedo cosa c'entri Filippo che oltretutto non mi sembra una persona da poter utilizzare come termine di paragone negativo. La 2003 mi manca, ma credo di essermi fatto un'idea piuttosto chiara con le precedenti, e non aggrappiamoci a bottiglie sfigate ecc. ecc., se a te piace non è una questione che mi riguarda.


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Tentare di rovinare la viticoltura in Langa? Prego? Hai dati a disposizione sulle superfici vitate negli ultimi 50 anni?

mi sembri Luciano quando gli si tocca la Franciacorta.

Per tentare di rovinare la viticoltura in Langa intendo dal punto di vista qualitativo, ad esempio tentando di far modificare il disciplinare del Barbaresco. Che poi ne sia uscito è senz'altro prova di coerenza (altri produttori il Cabernet ce lo mettono già e non lo scrivono).
A me non interessa il PIL delle Langhe se è generato da vini opposti al mio gusto personale, capisco che a chi deve far quadrare i conti dell'azienda interessi molto e che possa interessare anche al Consorzio, ma come utente finale la mia prima preoccupazione è che il migliore territorio vinicolo d'Italia e forse del mondo intero esprima vini che incontrino la mia idea di qualità e i miei gusti.
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #12 Su: 10 Dicembre, 2007, 22:20:50 »

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Soprattutto senza Giovanni Gaja, ma non solo, non solo.
Lasciamo perdere va'.
Mascarello. Quale scusa?

ovviamente Bartolo.

Scusa ma Bartolo Mascarello quanti anni aveva quando Giovanni Gaja ne aveva 40?


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E tutti i Langa boys e i loro fratelli maggiori e zii non hanno beneficiato della pubblicità di Gaja?

chi ha sempre fatto e fa tuttora vini di qualità non credo abbia mai avuto bisogno della pubblicità di Gaja.
I parvenue della viticoltura langaiola, quelli che hanno bisogno del ROI dopo avere comprato in Langa a 500k/Ha e che fanno vini tutti uguali sperando che nel loro essere tutti uguali ci scappino dei premi a casaccio, quelli sì che hanno beneficiato della pubblicità di Giove.

Appunto tutti quelli hanno beneficiato, ma magari facessero tutti i vini uguali, per esempio a quelli di Clerico, Altare, Scavino, dici che questi sono tutti uguali?


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Mo' che c'entra il rapporto qualità prezzo con i vini di Gaja, spiega spiega che questa è grossa.

C'entra, c'entra, perché se Darmagi costasse 15€ tutto sommato sarebbe un onesto prodotto, seppur omologato e non in grado di esprimere il territorio.
Non mi dirai che tu nel Darmagi ci senti le Langhe, suvvia... potrebbe essere un vino statunitense, australiano, cileno, sudafricano o delle Marianne Settentrionali, come avrai capito non mi piace e non è nelle mie corde, lo trovo anonimo, privo di particolari guizzi organolettici, non ci sento il territorio e non mi lascia esperienze sensoriali memorabili, poi se qualcuno è felice di spendere 130€ per berselo cavoli suoi, c'è anche chi paga 500€ l'ora per fare kaviar passivo quindi de gustibus!

Ma Gaja non ha prezzi sensati, si sa.


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era un discorso generale, ho citato il Fontalloro perché sicuramente è un vino moderno MA che esprime il territorio, nel Fontalloro ci sento la Toscana, ci sento il Sangiovese, è un vino che mi dice qualcosa del territorio da cui proviene. Non ho citato il Rancia perché ho preferito fare un esempio con un vino moderno quanto il Maestro Raro ma che incontra di più il mio gusto personale.

Dei quattro denocciolati di Felsina il meno nelle mie corde è il Pendolino, ma ovviamente dipende da cosa devi abbinarci, comunque ammetto di avere un debole per gli oli con note amare e piccanti molto evidenti e con una grande persistenza, quindi su tutti il Raggiolo, che è l'unico di cui ho già assaggiato il 2007 trovandolo eccezionale.



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Per emettere giudizi così tranchant del Maestro Raro quali annate hai provato? E quante bottiglie? E quando, in che occasione?

Il tuo mi sembra un discorso un po' alla pippuz, e ho detto tutto.

Non vedo cosa c'entri Filippo che oltretutto non mi sembra una persona da poter utilizzare come termine di paragone negativo.

 La 2003 mi manca, ma credo di essermi fatto un'idea piuttosto chiara con le precedenti, e non aggrappiamoci a bottiglie sfigate ecc. ecc., se a te piace non è una questione che mi riguarda.

Doppia risata, uno e due.

E' uno che basa le "sue" idee su un assaggio al volo, vedi Pepe, è uno che non sa aspettare, non sa capire.

Sono in buona compagnia.


Ahiahiahi, le sicumere giovanili...

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Tentare di rovinare la viticoltura in Langa? Prego? Hai dati a disposizione sulle superfici vitate negli ultimi 50 anni?

mi sembri Luciano quando gli si tocca la Franciacorta.

Per tentare di rovinare la viticoltura in Langa intendo dal punto di vista qualitativo, ad esempio tentando di far modificare il disciplinare del Barbaresco. Che poi ne sia uscito è senz'altro prova di coerenza (altri produttori il Cabernet ce lo mettono già e non lo scrivono).
A me non interessa il PIL delle Langhe se è generato da vini opposti al mio gusto personale, capisco che a chi deve far quadrare i conti dell'azienda interessi molto e che possa interessare anche al Consorzio, ma come utente finale la mia prima preoccupazione è che il migliore territorio vinicolo d'Italia e forse del mondo intero esprima vini che incontrino la mia idea di qualità e i miei gusti.
Ma non sai che senza la nuova moda, ondata barolista e poi del barbaresco solo dopo, le langhe sarebbero diventate molto più industrializzate? In effetti lo erano già, c'erano molte molte molte meno viti più agricoltura tradizionale, e una miriade di piccole e medie attività. non stavo parlando di vino, ora sono tutte vigne, prima no
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #13 Su: 11 Dicembre, 2007, 19:38:44 »

vabbè insomma, mi pare che sia chiaro come la pensiamo, sia sul gusto personale (alla nouvelle vague delle Langhe preferisco i tradizionalisti) che sul resto (del fatturato dell'industria mi importa ben poco).

Per me anche un singolo assaggio di un vino è in grado di dare indicazioni sulle sue caratteristiche e su come queste incontrino o meno il mio gusto, e meno male, altrimenti (esempio volutamente estremo) se uno per poter parlare di DRC deve averne assaggiate almeno 50-60 annate e ognuna almeno 10 volte a intervalli regolari di tempo non so in Italia quanti potrebbero metterci becco  Tongue

o pensi che la singola esperienza possa avere valore solo quando è positiva e per poter esprimere un parere negativo bisogna fare come [non ricordo chi] sul forum del gambero che è andato 7 volte da Cracco e 7 volte ci si è trovato male?
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #14 Su: 11 Dicembre, 2007, 20:24:19 »

vabbè insomma, mi pare che sia chiaro come la pensiamo, sia sul gusto personale (alla nouvelle vague delle Langhe preferisco i tradizionalisti) che sul resto (del fatturato dell'industria mi importa ben poco).

Per me anche un singolo assaggio di un vino è in grado di dare indicazioni sulle sue caratteristiche e su come queste incontrino o meno il mio gusto, e meno male, altrimenti (esempio volutamente estremo) se uno per poter parlare di DRC deve averne assaggiate almeno 50-60 annate e ognuna almeno 10 volte a intervalli regolari di tempo non so in Italia quanti potrebbero metterci becco  Tongue

o pensi che la singola esperienza possa avere valore solo quando è positiva e per poter esprimere un parere negativo bisogna fare come [non ricordo chi] sul forum del gambero che è andato 7 volte da Cracco e 7 volte ci si è trovato male?
Ammazza io volevo litigare un po' e non mi dai nessuna soddisfazione, mannaggia che delusione, mo' ci provo ancora.

Guarda che 1
Non parlavo di fatturato dell'industria, sei fuori strada, poi quando ci vedremo ti spiegherò meglio il discorso

2
Non è possibile farsi un'idea di un vino da un assaggio di una SINGOLA bottiglia, nè tu, né il degustatore o il sommelier più bravo o brava dell'universo,
né Gesù Cristo o lo Spirito Santo.
Esiste la variabilità delle annate, degli assemblaggi, delle condizioni di stoccaggio, di trasporto...
Mai una bottiglia sarà uguale all'altra, soprattutto nelle produzioni meno industriali, se farai
un servizio da sommelier, da cantiniere, o avrai una tua attività in qualche paese arabo attinente al vino  Wink
te ne accorgerai.

Non a caso avevo citato pippuz e i vini di Emidio Pepe, a proposito dei vini chiedi al tuo docente Armando Castagno.  Wink

3
Tanto per fare dei nomi
A me piace Voerzio, Mascarello, Conterno, Giacosa...... a volte Rinaldi, spesso Cappellano, Cavallotto quasi mai Altare, Scavino, già molto di più Clerico, non mi sembrano affatto tutti uguali questi ultimi tre.

3bis la dicotomia modernisti langaroli è una mezza cazzata le influenze degli uni sugli altri e le strade intermedie complicano tutto
e più di tutto l'evoluzione in bottiglia, anni di affinamento portano a far emergere sempre e comunque il territorio e il lavoro in vigna.

4
Una cosa è il gusto, un'altra riconoscere la qualità, se fosse per il mio gusto sarei incapace di valutare i Moscato d'Asti
e totalmente con i Brachetto d'Acqui e i Franciacorta spumante, lì ho cmq qualche difficoltà lo ammetto

5
Ieri ero a una degustazione di lambic, gueuze, geuze e kriek, ho le idee ancora più confuse di prima.
Sai che c'è? Questo mi fa immensamente piacere.  Smiley
Il discorso è attinente, quando ci vedremo mi piacerebbe approfondire.

6
Buona serata
Loggato


Smiley Cool Lips Sealed Grin Tongue Wink Cheesy

A gennaio si è ricominciato a parlarne con il sig. Fabrizio (il somelier)
che aveva tutto un suo pensiero che non sempre si accordava con
gli altri.
Raccomandata di tale R.D.P.
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