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Autore Discussione: Brunello e Rosso  (Leggi 360 volte)
Redisasso
Pischello di MdR
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #15 Su: 11 Dicembre, 2007, 20:55:52 »

Quota da: brifazio
Ammazza io volevo litigare un po' e non mi dai nessuna soddisfazione, mannaggia che delusione, mo' ci provo ancora.

e lo sai che non mi interessano i litigi, visto che non riesco a comprenderne l'utilità.


Quota da: brifazio
Guarda che 1
Non parlavo di fatturato dell'industria, sei fuori strada, poi quando ci vedremo ti spiegherò meglio il discorso

ok

Quota da: brifazio
2
Non è possibile farsi un'idea di un vino da un assaggio di una SINGOLA bottiglia, nè tu, né il degustatore o il sommelier più bravo o brava dell'universo,
né Gesù Cristo o lo Spirito Santo.
Esiste la variabilità delle annate, degli assemblaggi, delle condizioni di stoccaggio, di trasporto...
Mai una bottiglia sarà uguale all'altra, soprattutto nelle produzioni meno industriali, se farai
un servizio da sommelier, da cantiniere, o avrai una tua attività in qualche paese arabo attinente al vino  Wink
te ne accorgerai.

Non a caso avevo citato pippuz e i vini di Emidio Pepe, a proposito dei vini chiedi al tuo docente Armando Castagno.  Wink

Pepe credo sia un esempio ESTREMO vista la notoria variabilità da bottiglia a bottiglia, idealmente è chiaro che l'assaggio in cantina dia maggiori garanzie di mettere in condizione di valutare una bottiglia per quello che è, in pratica soprattutto se uno non è un professionista a tempo pieno è necessario fare di necessità virtù quindi molti vini si finisce per assaggiarli nella bolgia delle fiere, con bottiglie viaggiate ed esposte al calore e alla luce delle lampade a incandescenza, o magari per i bianchi con bottiglie troppo fredde che non puoi riscaldare come si deve perché devi fare altri 200 assaggi nelle tre ore successive. Logico che alla fine le sensazioni siano approssimative, ma vista la vastità della produzione enologica internazionale non so quante persone al mondo possano dire di avere un'idea esaustiva su svariate migliaia di etichette!

Anche Armando immagino che per il bellissimo articolo che ha fatto sulla Borgogna qualche mono-assaggio l'avrà fatto...  Tongue


Quota da: brifazio
3
Tanto per fare dei nomi
A me piace Voerzio, Mascarello, Conterno, Giacosa...... a volte Rinaldi, spesso Cappellano, Cavallotto quasi mai Altare, Scavino, già molto di più Clerico, non mi sembrano affatto tutti uguali questi ultimi tre.

3bis la dicotomia modernisti langaroli è una mezza cazzata le influenze degli uni sugli altri e le strade intermedie complicano tutto
e più di tutto l'evoluzione in bottiglia, anni di affinamento portano a far emergere sempre e comunque il territorio e il lavoro in vigna.


A parte che quei tre non li apprezzo particolarmente e per me c'è un BARATRO tra loro e Conterno, Conterno e Giacosa che per me sono i massimi interpreti del Nebbiolo ok, non fanno vini uguali fra loro ma certamente assai più simili tra loro che a quelli che ho citato, insomma, la dicotomia a me non sembra una gran cazzata. Poi ovviamente credo che negare che ci sia una serie di produttori che fanno vini tutti uguali in cui i descrittori più evidenti sono quelli del legno piccolo, e che alcuni di questi produttori prendano anche dei riconoscimenti importanti, non sia facile.


P.S. su Montalcino e sul Chianti si potrebbero fare discorsi simili, più gravi nel primo caso visto che di fronte certi prodotti il dubbio che non ci si trovi davanti a Sangiovese in purezza è quantomeno legittimo.


Quota da: brifazio
5
Ieri ero a una degustazione di lambic, gueuze, geuze e kriek, ho le idee ancora più confuse di prima.
Sai che c'è? Questo mi fa immensamente piacere.  Smiley
Il discorso è attinente, quando ci vedremo mi piacerebbe approfondire.

mi sfugge l'attinenza, quando capiterà senz'altro Wink

Quota da: brifazio
6
Buona serata

a te. ma mi sa che ci vediamo stasera, no?
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Re: Brunello e Rosso
« Rispondi #16 Su: 12 Dicembre, 2007, 01:09:24 »

mortacci, certo che se lo sapevo mica ve la facevo sta domanda eh

 Smiley Cheesy
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