Eccolo quel capolavoro di reecensione: 6 miliardi di parole per recensire sta zoozzeria

"Prima di parlare di questo ristorante debbo operare una doverosa premessa.
Quando si parla di ristoranti etnici è chiaro che ci si trova di fronte a locali in cui non si mangia esattamente lo stesso cibo del paese di cui il ristorante vanta la nazionalità e/o l'area geografica di provenienza.
Solo pochi tra la miriade di ristoranti etnici presenti a Roma, sono in grado di farci assaggiare ciò che realmente è nei piatti del tipo di cucina etnica che ci viene proposta.
Ciò per sgomberare il dubbio in merito a possibili illusioni/delusioni quando ci si accosta a tale tipo di cucina.
Per il ristorante cinese "La Gioia", non illudiamoci, siamo sempre nell'ambito del "plastic food", ma visto che di ristoranti cinesi ne ho provati parecchi, esso può tranquillamente candidarsi come il milgiore, tra quelli che ho potuto testare. Persino il ristorante cinese "Il Mondo" di viale Regina Margherita, che io consideravo bene, è di gran lunga una spanna sotto a "La Gioia".
La location (collocazione) del ristorante ci fornisce indizi sul target (obiettivo) dell'avventore tipo. "La gioia" sorge nel quartiere residenziale Talenti, proprio di fronte al parco omonimo. Gli utenti abituali del ristorante sono prevalentemente famiglie, giovani coppie, gruppi di amici, della zona e delle aree limitrofe (il locale, nel tempo si è costruito una buona nomea). Non è quindi (e secondo me ciò è importante) un locale per turisti (come ce ne sono tantissimi in centro città).
In questo locale non si può e non si vuole praticare quindi il classico meccanismo dello "spennamento" del turista, al quale puoi propinare schifezze varie, fargli pagare un prezzo alto, tanto poi non torna più.
Il proprietario, piuttosto giovane e sulla quarantina, punta invece sulla fidelizzazione della clientela, e quindi cerca di offrire agli utenti del locale una sorta di valore aggiunto costituito dalla qualità dei cibi che offre.
Il locale è ben visibile sin dalla strada con insegna grande e luminosa, a prova di presbite (è questo è già un bene....), il parcheggio si trova con facilità, dato che la via non ha negozi , è di fronte ad un parco pubblico; male che vada si prende il controviale e si parcheggia nell'altra corsia della via....parcheggio assicurato nel raggio di 100 m (ed anche questo è un aspetto positivo).
Nella periodo maggio-settembre il locale dispone di un'area per mangiare all'aperto (8 tavolini circa). Devo dire che non ci ho mai mangiato perchè si rischia di gozzovigliare con lo smog della auto di via Fucini, che a tratti può essere trafficata, ed in più la ricerca del "fresco" in estate può essere soddisfatta decisamente meglio da una climatizzazione interna efficiente molto discreta e mai "aggressiva".
Quando si entra, la prima cosa che campeggia, nell'atrio è la legalità....(e questo è un altro punto a favore del locale recensito); ben in evidenza,in una bacheca (proprio come un trofeo) per possibili controlli ecc., vi è la documentazione che attesta l'attuazione nel locale della normativa igienico sanitaria prevista dalla legislazione italiana.
Il locale è composto di due sale piuttosto grandi, con una quarantina di coperti ognuna. Non siamo quindi di fronte all'effetto-labirinto di alcuni ristoranti etnici, che per trovare il bagno ti devi affidare alle cure di una bussola.
Il senso quindi di spaziosità e di ariosità domina la scena delle sale: tutto è a vista ed però a portata di orecchio. Se volete mormorare frasi dolci al Vs. partner, non è il locale adatto, complice anche la disposizione di numerosi tavolini dai quali sentire anche i bisbigli dei commensali vicini è veramente un attimo.
Sarà un locale quindi dove si potrà parlare del più e del meno ma non di delicate questioni familiari, o di cuore o di affari.
Il locale si presenta pulito: pavimenti, tovaglie, posate, bicchieri e bagni (!!!) sono luccicanti e privi di imbarazzanti odori. Non so se si tratti di pulizia formale e non di vera igiene. Ma lo sforzo c'è e si vede. Una spanna sopra rispetto a molti ristoranti cinesi (e non) che sono molto, molto sporchi a mio avviso, soprattutto quelli del centro.
Le luci sono diffuse, ma attenzione, assolutamente non soft:non c'è l'atmosfera da "lume di candela". Gli arredi sono quelli classici cinesi: sedie di velluto (che si sporca tantissimo..ahimè...), legno intagliato su di una parete con scene mitologiche cinesi. Tutto è un richiamo alla Madrepatria, ma cìè molto buon gusto e sobrietà. Le sale non risultano sovraccariche di troppi riferimenti.
L'acustica non è delle migliori,sopratutto quando le sale sono piene, l'effetto rimbombo è sempre alle porte.
Neo mass-mediatico: la presenza di un televisore (sempre acceso a mo' di elettrodomestico) su un lato di una delle due sale....non va decisamente bene. A mio parere, uno dei piaceri di andare a mangiare "fuori" è proprio cercare di pensare esclusivamente al cibo ed ai nostri interlocutori.Di sicuro disturba solo con la sua presenza.Meno male che è sempre con l'audio al minimo. Io ho ovviato scegliendo sempre il posto con le spalle al Totem-TV.
Il personale, come nella tradizione orientale, è sempre cortese,cerca di essere celere ed efficiente ma non è sempre lo stesso, e soprattutto non è proprio esperto. Va letteralmente in palla quando le sale sono "full of people". Imprecisioni e disguidi sono però facilmente ammortizzaibili e si risolvono nel giro di pochi minuti.
Le salse sono servite in recipienti che non sono del tutto "a norma", ma che ci vuoi fare la salsa agrodolce necessita di quella porcellana....cmq sia si troverà sempre tutto di quello di cui abbiamo bisogno.( salsa agrodolce, piccante e di soia).
Il ristorante è cinese ed il proprietario è cinese, ma, in costanza della c.d. epidemia di aviaria, un annetto e mezzo fa, in conseguenza del drastico calo del consumo di pollo (roccaforte della cucina cinese), il titolare ha deciso di ampliare la sua offerta gettandosi al di là del Mar Giallo e sposando gli (amati-odiati) cugini giapponesi. Morale: si può ordinare del discreto sushi.
Le bacchette....beh....non puoi mangiare cinese con le posate nostrane. Le bacchette inducono ad interagire con il nostro piatto con molta calma, tutta orientale, bocconcino dopo bocconcino. Non bisogna aver fretta, anche quando sei affamato. Devo dire che con le bacchette, il gusto dei nostri piatti e la qualità della nostra serata in termini di serenità, aumenteranno in maniera esponenziale. Provare per credere.
La cucina è quella che tradizionalmente ci viene proposta quando andiamo dal "cinese".
Ieri sera siamo andati in 2 ed abbiamo preso
una bottiglia di acqua minerale
un pane cinese (ottimo....la mollica è calda e dolciastra....ben fatto devo dire)
Nuvolette di drago (dignitose e non plasticose....buone con la salsina agrodolce che scoppietta sulle nuvolette)
Sushi (shake= salmone; e amaebi = gambero rosso) (favoloso!!....non ne posso fare a meno...secondo me il sushi dà dipendenza.. )
speghetti di riso con gamberi (discreti....meglio mangiarli prima che raffreddino)
gnocchi cinesi con verdure (si incollano fra di loro come chi sa che, ma sono avvolti in una salsa delicate e poi i funghetti e le verdure che li accompagnano sono delicati)
pollo al limone non fritto (divino...rosato, ben cotto e con salsina al limone da urlo!)
gamberoni piccanti alla griglia (cinque, di media dimensione, ma non piccoli....alcune volte, se sei fortunato, sono gamber-oni veramente. Discreti nel gusto, abbellito senz'altro da una salsina peperonata che conferisce loro carattere...ma attenzione che bisogna usare il bicarbonato la sera...non è proprio leggerissima la salsina)
Il tutto per 27,00 €. Ossia 13,50 € a persona.
Tenendo conto che stiamo parlando di "plastic food", che le porzioni sono abbondanti e con non si esce dal locale disgustati ma anzi piacevolmente solleticati da queste gusti (pseudo-orientali) direi che vale la pena provarlo e lo consiglio a tutti.
Ristorante cinese "La Gioia" - Via Renato Fucini 244/C (zona Talenti)
Per i dolci?....beh...non scherziamo....dopo siamo andati in una pasticceria-gelateria...(che recensirò)....non è il caso di scomodare il Celeste Impero.
Un caro saluto a tutti e a presto"