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Discussione: Carne di tasso, carne d'istrice (Leggi 862 volte)
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fenice72
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Se fate una scappata in veneto potrete (nelle zone rurali) cacciare la vostra nutria personalmente e cucinarvela come preferite... poi mi raccontate com'è il topone...  La nutria rischia di fare la fine del lupo fino a poco tempo fa, non si riesce a capire perché, non ha mai fatto male a nessuno, ed è oggetto di vere e proprie persecuzioni. Non è vero che danneggia le coltivazioni, se non dove non esistono i suoi predatori naturali. La caccia per limitare la sua popolazione dove la concentrazione è eccessiva, mi sembra un rimedio ipocrita, hanno solo trovato il nuovo giocherello per qualche frustrato con velleità da pistolero, sono tante troppe le licenze di caccia, e rilasciate con facilità estrema. In ogni caso non la mangerei, visto il suo habitat. Visto che proviene dal sud america quale sarebbe il suo predatore naturale? Le nutrie furono importate in Italia all'inizio del secolo scorso ed erano animali da pelliccia (il famoso castorino), erano allevate qui e quando ci fu una crisi del settore vennero semplicemente lasciate in libertà. Hanno trovato un ambiente che ne ha permesso la proliferazione visto che non avevano predatori naturali e rovinano l'ambiente come tutti gli animali che non sono indigeni... Per me le possono pure eliminare tutte, non farebbero un soldo di danno... Con la storia del lupo proprio non c'entra niente... I suoi nuovi predatori naturali potrebbero essere linci, dove ce ne sono, gatti selvatici, rapaci e anche cani inselvatichiti. ma mi faccia il piacere... i suoi nuovi predatori naturali (almeno sulle rive del tevere) sono gli extracomunitari accampati sulle rive... In ogni caso è ridicolo fare la caccia con fucili e doppiette. Il sistema migliore sarebbe usare trappole e gabbie. Forse è un problema maggiore al nord, lungo il bacino fluviale del Po e dei suoi affluenti. Non mi sembra che dalle parti dei miei facciano danni. Dalle parti dei tuoi forse non ne fanno per il motivo che ti ho scritto sopra... non era una battuta. Al nord si sono riprodotte in maniera più massiccia e causano danni grossi, per me come le ammazzano le ammazzano, anzi se i cacciatori si sfogano su queste piuttosto che sui passerotti tanto meglio, no?
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fenice72
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Se fate una scappata in veneto potrete (nelle zone rurali) cacciare la vostra nutria personalmente e cucinarvela come preferite... poi mi raccontate com'è il topone...  La nutria rischia di fare la fine del lupo fino a poco tempo fa, non si riesce a capire perché, non ha mai fatto male a nessuno, ed è oggetto di vere e proprie persecuzioni. Non è vero che danneggia le coltivazioni, se non dove non esistono i suoi predatori naturali. La caccia per limitare la sua popolazione dove la concentrazione è eccessiva, mi sembra un rimedio ipocrita, hanno solo trovato il nuovo giocherello per qualche frustrato con velleità da pistolero, sono tante troppe le licenze di caccia, e rilasciate con facilità estrema. In ogni caso non la mangerei, visto il suo habitat. Visto che proviene dal sud america quale sarebbe il suo predatore naturale? Le nutrie furono importate in Italia all'inizio del secolo scorso ed erano animali da pelliccia (il famoso castorino), erano allevate qui e quando ci fu una crisi del settore vennero semplicemente lasciate in libertà. Hanno trovato un ambiente che ne ha permesso la proliferazione visto che non avevano predatori naturali e rovinano l'ambiente come tutti gli animali che non sono indigeni... Per me le possono pure eliminare tutte, non farebbero un soldo di danno... Con la storia del lupo proprio non c'entra niente... ma pure tanti altri animalacci potrebbero scompari' dalla faccia della terra.. MA CHE ce frega dell'ecosistema?  il riccio mangia il topo che nutre la serpe ecc.ecc.ecc. il ragno mangia la farfallina che a sua volta si e' nutrita di .. ecc.ecc. ma se alla base me levi di torno il topo, il ragno, la serpe, la lucertola , lo scorpione e tutti sti animalacci che solo se li vedi ti senti male... perche' esistono.. perche'? gli animali devono esistere e vivere tutti dove sono si sono evoluti e sopravvissuti, la nutria in Italia non ci dovrebbe essere come molte altre specie introdotte dall'uomo. Questo è vero, come per il pesce siluro e per il pesce gatto. troppe ce ne sono... i gamberi rossi americani sempre su al nord?
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brifazio
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Se fate una scappata in veneto potrete (nelle zone rurali) cacciare la vostra nutria personalmente e cucinarvela come preferite... poi mi raccontate com'è il topone...  La nutria rischia di fare la fine del lupo fino a poco tempo fa, non si riesce a capire perché, non ha mai fatto male a nessuno, ed è oggetto di vere e proprie persecuzioni. Non è vero che danneggia le coltivazioni, se non dove non esistono i suoi predatori naturali. La caccia per limitare la sua popolazione dove la concentrazione è eccessiva, mi sembra un rimedio ipocrita, hanno solo trovato il nuovo giocherello per qualche frustrato con velleità da pistolero, sono tante troppe le licenze di caccia, e rilasciate con facilità estrema. In ogni caso non la mangerei, visto il suo habitat. Visto che proviene dal sud america quale sarebbe il suo predatore naturale? Le nutrie furono importate in Italia all'inizio del secolo scorso ed erano animali da pelliccia (il famoso castorino), erano allevate qui e quando ci fu una crisi del settore vennero semplicemente lasciate in libertà. Hanno trovato un ambiente che ne ha permesso la proliferazione visto che non avevano predatori naturali e rovinano l'ambiente come tutti gli animali che non sono indigeni... Per me le possono pure eliminare tutte, non farebbero un soldo di danno... Con la storia del lupo proprio non c'entra niente... ma pure tanti altri animalacci potrebbero scompari' dalla faccia della terra.. MA CHE ce frega dell'ecosistema?  il riccio mangia il topo che nutre la serpe ecc.ecc.ecc. il ragno mangia la farfallina che a sua volta si e' nutrita di .. ecc.ecc. ma se alla base me levi di torno il topo, il ragno, la serpe, la lucertola , lo scorpione e tutti sti animalacci che solo se li vedi ti senti male... perche' esistono.. perche'? gli animali devono esistere e vivere tutti dove sono si sono evoluti e sopravvissuti, la nutria in Italia non ci dovrebbe essere come molte altre specie introdotte dall'uomo. Questo è vero, come per il pesce siluro e per il pesce gatto. troppe ce ne sono... i gamberi rossi americani sempre su al nord? E allora le vongole filippine? Però gli istrici sono nostrani. Attendo le ricette.
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fenice72
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John Lord
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Attendo le ricette.
Allora, ti posto la ricetta che dicevo giorni fa, è di una signora piuttosto anziana che ormai fa tutto in automatico, quindi niente quantità esatte. Comunque non credo sia difficile regolarsi. Ingrdienti: Istrice (spinosa, come dice la signora), sedano, carota, cipolla, aglio, rosmarino, salvia, maggiorana, filetti alici sott'olio, capperi sotto sale, vino bianco, aceto, peperoncino. Procedimento: si parte scottando lo spezzatino di istrice in un pentolone con acqua poco salata. Si tuffa nell'acqua bollente e ci si lascia per qualche minuto (3 o 4), quindi si scola, si butta l'acqua e si riparte. Questo passaggio va ripetuto almeno 3 volte, per togliere alla carne il forte sapore di "selvatico". Una volta fatto ciò, si prepara un trito con tutti gli odori e le erbe aromatiche, si mette in un tegame con olio abbondante, si aggiungono i filetti di acciuga e la carne, si lascia rosolare il tutto. Poi si sfuma prima col vino bianco, quando questo è completamente evaporato si sfuma con l'aceto. Dopodiché si porta a cottura (circa 2 ore) se necessario aggiungendo un goccio d'acqua o, meglio, di brodo vegetale. Questo è quanto. 
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brifazio
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... come per il pesce siluro e per il pesce gatto.
troppe ce ne sono... i gamberi rossi americani sempre su al nord? E allora le vongole filippine? Però gli istrici sono nostrani. Attendo le ricette. ma le vongole filippine fanno pure le pulizie in casa?  Questa me l'ero persa, agghiacciante!
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brifazio
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Allora, ti posto la ricetta che dicevo giorni fa, è di una signora piuttosto anziana che ormai fa tutto in automatico, quindi niente quantità esatte. Comunque non credo sia difficile regolarsi. Ingrdienti: Istrice (spinosa, come dice la signora), sedano, carota, cipolla, aglio, rosmarino, salvia, maggiorana, filetti alici sott'olio, capperi sotto sale, vino bianco, aceto, peperoncino. Procedimento: si parte scottando lo spezzatino di istrice in un pentolone con acqua poco salata. Si tuffa nell'acqua bollente e ci si lascia per qualche minuto (3 o 4), quindi si scola, si butta l'acqua e si riparte. Questo passaggio va ripetuto almeno 3 volte, per togliere alla carne il forte sapore di "selvatico". Una volta fatto ciò, si prepara un trito con tutti gli odori e le erbe aromatiche, si mette in un tegame con olio abbondante, si aggiungono i filetti di acciuga e la carne, si lascia rosolare il tutto. Poi si sfuma prima col vino bianco, quando questo è completamente evaporato si sfuma con l'aceto. Dopodiché si porta a cottura (circa 2 ore) se necessario aggiungendo un goccio d'acqua o, meglio, di brodo vegetale. Questo è quanto.  Grazie! Semplice, semplice, un po' come l'avrei fatta io. Senza marinatura affatto, però, io la farei. A freddo, naturalmente.
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pirro
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Allora, ti posto la ricetta che dicevo giorni fa, è di una signora piuttosto anziana che ormai fa tutto in automatico, quindi niente quantità esatte. Comunque non credo sia difficile regolarsi. Ingrdienti: Istrice (spinosa, come dice la signora), sedano, carota, cipolla, aglio, rosmarino, salvia, maggiorana, filetti alici sott'olio, capperi sotto sale, vino bianco, aceto, peperoncino. Procedimento: si parte scottando lo spezzatino di istrice in un pentolone con acqua poco salata. Si tuffa nell'acqua bollente e ci si lascia per qualche minuto (3 o 4), quindi si scola, si butta l'acqua e si riparte. Questo passaggio va ripetuto almeno 3 volte, per togliere alla carne il forte sapore di "selvatico". Una volta fatto ciò, si prepara un trito con tutti gli odori e le erbe aromatiche, si mette in un tegame con olio abbondante, si aggiungono i filetti di acciuga e la carne, si lascia rosolare il tutto. Poi si sfuma prima col vino bianco, quando questo è completamente evaporato si sfuma con l'aceto. Dopodiché si porta a cottura (circa 2 ore) se necessario aggiungendo un goccio d'acqua o, meglio, di brodo vegetale. Questo è quanto.  Grazie! Semplice, semplice, un po' come l'avrei fatta io. Senza marinatura affatto, però, io la farei. A freddo, naturalmente. mmmhhhh, secondo me se poi tuffi per tre volte nell'acqua bollente, la marinatura perde di significato. A questo punto marina 3 volte nel vino per sei ore almeno ogni volta e cambiando la marinautra e poi NON tuffare nell'acqua bollente. il risultato che ottieni dovrebbe essere lo stesso circa la perdita di "selvatico" ma eviti di perdere molte qualità organolettiche che inevitabilmente con la rapida bollitura svaniscono. Io lo faccio con il cinghiale e il risultato è ottimo.
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brifazio
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Allora, ti posto la ricetta che dicevo giorni fa, è di una signora piuttosto anziana che ormai fa tutto in automatico, quindi niente quantità esatte. Comunque non credo sia difficile regolarsi. Ingrdienti: Istrice (spinosa, come dice la signora), sedano, carota, cipolla, aglio, rosmarino, salvia, maggiorana, filetti alici sott'olio, capperi sotto sale, vino bianco, aceto, peperoncino. Procedimento: si parte scottando lo spezzatino di istrice in un pentolone con acqua poco salata. Si tuffa nell'acqua bollente e ci si lascia per qualche minuto (3 o 4), quindi si scola, si butta l'acqua e si riparte. Questo passaggio va ripetuto almeno 3 volte, per togliere alla carne il forte sapore di "selvatico". Una volta fatto ciò, si prepara un trito con tutti gli odori e le erbe aromatiche, si mette in un tegame con olio abbondante, si aggiungono i filetti di acciuga e la carne, si lascia rosolare il tutto. Poi si sfuma prima col vino bianco, quando questo è completamente evaporato si sfuma con l'aceto. Dopodiché si porta a cottura (circa 2 ore) se necessario aggiungendo un goccio d'acqua o, meglio, di brodo vegetale. Questo è quanto.  Grazie! Semplice, semplice, un po' come l'avrei fatta io. Senza marinatura affatto, però, io la farei. A freddo, naturalmente. mmmhhhh, secondo me se poi tuffi per tre volte nell'acqua bollente, la marinatura perde di significato. A questo punto marina 3 volte nel vino per sei ore almeno ogni volta e cambiando la marinautra e poi NON tuffare nell'acqua bollente. il risultato che ottieni dovrebbe essere lo stesso circa la perdita di "selvatico" ma eviti di perdere molte qualità organolettiche che inevitabilmente con la rapida bollitura svaniscono. Io lo faccio con il cinghiale e il risultato è ottimo. Certo Pirro, una cosa esclude l'altra, non m'ero spiegato bene, io la marinerei, senza alcuna bollitura, faccio sempre così, pel cignale in primis tanto più che l'istrice in questione non ha un odore estremamente selvatico come - mi dicono - a volte può capitare.
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pirro
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Allora, ti posto la ricetta che dicevo giorni fa, è di una signora piuttosto anziana che ormai fa tutto in automatico, quindi niente quantità esatte. Comunque non credo sia difficile regolarsi. Ingrdienti: Istrice (spinosa, come dice la signora), sedano, carota, cipolla, aglio, rosmarino, salvia, maggiorana, filetti alici sott'olio, capperi sotto sale, vino bianco, aceto, peperoncino. Procedimento: si parte scottando lo spezzatino di istrice in un pentolone con acqua poco salata. Si tuffa nell'acqua bollente e ci si lascia per qualche minuto (3 o 4), quindi si scola, si butta l'acqua e si riparte. Questo passaggio va ripetuto almeno 3 volte, per togliere alla carne il forte sapore di "selvatico". Una volta fatto ciò, si prepara un trito con tutti gli odori e le erbe aromatiche, si mette in un tegame con olio abbondante, si aggiungono i filetti di acciuga e la carne, si lascia rosolare il tutto. Poi si sfuma prima col vino bianco, quando questo è completamente evaporato si sfuma con l'aceto. Dopodiché si porta a cottura (circa 2 ore) se necessario aggiungendo un goccio d'acqua o, meglio, di brodo vegetale. Questo è quanto.  Grazie! Semplice, semplice, un po' come l'avrei fatta io. Senza marinatura affatto, però, io la farei. A freddo, naturalmente. mmmhhhh, secondo me se poi tuffi per tre volte nell'acqua bollente, la marinatura perde di significato. A questo punto marina 3 volte nel vino per sei ore almeno ogni volta e cambiando la marinautra e poi NON tuffare nell'acqua bollente. il risultato che ottieni dovrebbe essere lo stesso circa la perdita di "selvatico" ma eviti di perdere molte qualità organolettiche che inevitabilmente con la rapida bollitura svaniscono. Io lo faccio con il cinghiale e il risultato è ottimo. Certo Pirro, una cosa esclude l'altra, non m'ero spiegato bene, io la marinerei, senza alcuna bollitura, faccio sempre così, pel cignale in primis tanto più che l'istrice in questione non ha un odore estremamente selvatico come - mi dicono - a volte può capitare. Sorry, non avevo capito bene. Comunque la mia è una ipotesi perchè l'istrice non l'ho mai cucinato, solo mangiato. Invece di "pappardelle su 'i cignale" (rigorosamente in bianco, cribbio) potrei dare ripetizioni al CRAL
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