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Discussione: Firmino di Sam Savage (Leggi 175 volte)
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fenice72
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Vista la mole produttiva di libri, cartoni animati, film e quant'altro ritragga topi come protagonisti, tra duemila anni oppure quando la nostra civiltà non esisterà più, probabilmente gli "archeologi del futuro" penseranno che i topi ed i ratti erano per noi animali sacri come succede in India al Karni Mata Temple "IL TEMPIO DEI TOPI". Questo tempio si trova ad una trentina di Km da Bikaner a Deshnok ed ospita indisturbati centinaia di ratti considerati appunto sacri in base ad una leggenda che narra che: “Karni Mata, incarnazione di Durga, avesse chiesto a Yama, dio della morte, di resuscitare il figlio di un cantastorie, allorché Yama si rifiutò, Karni Mata fece reincarnare in topi tutti i cantastorie defunti affinché Yama fosse privato delle anime di quegli uomini, in seguito i topi si sarebbero nuovamente reincarnati in uomini.” (Cit. Lonely Planet)
Questo libro di Sam Savage, non è però il solito libro che parla di un topolino e delle sue avventure; in realtà Firmino è l'incarnazione di tutti quelli che non riescono a vivere senza poter leggere qualcosa quasi fosse vitale come il cibo... E' infatti di libri che Firmino si nutre fin dalla nascita, dapprima letteralmente e poi, quando ne scopre la vera essenza ed il contenuto, leggendoli tutti e creandosi una propria coscienza critica di se e del mondo che lo circonda. Vivrà per tutta la vita dapprima in una libreria e poi insieme ad uno scrittore Bohemien. La parabola della sua vita ricalcherà quella del quartiere in cui si trova, una sorta di nascita, decadenza e caduta: Firmino non abbandonerà mai il luogo in cui è nato, anzi tornerà esattamente dove tutto ebbe inizio, prima della fine. Un libro piccolo come un topo ma pieno di citazioni bibliografiche (non poteva essere altrimenti) e di significati, un topo più umano di così, nell'accezione completa del termine, non si era mai "letto" prima. Triste e commovente. Una menzione speciale per la traduttrice Evelina Santangelo che ha svolto un lavoro egregio. Consigliato.
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Stefano_b
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Vista la mole produttiva di libri, cartoni animati, film e quant'altro ritragga topi come protagonisti, tra duemila anni oppure quando la nostra civiltà non esisterà più, probabilmente gli "archeologi del futuro" penseranno che i topi ed i ratti erano per noi animali sacri come succede in India al Karni Mata Temple "IL TEMPIO DEI TOPI". Questo tempio si trova ad una trentina di Km da Bikaner a Deshnok ed ospita indisturbati centinaia di ratti considerati appunto sacri in base ad una leggenda che narra che: “Karni Mata, incarnazione di Durga, avesse chiesto a Yama, dio della morte, di resuscitare il figlio di un cantastorie, allorché Yama si rifiutò, Karni Mata fece reincarnare in topi tutti i cantastorie defunti affinché Yama fosse privato delle anime di quegli uomini, in seguito i topi si sarebbero nuovamente reincarnati in uomini.” (Cit. Lonely Planet)
Questo libro di Sam Savage, non è però il solito libro che parla di un topolino e delle sue avventure; in realtà Firmino è l'incarnazione di tutti quelli che non riescono a vivere senza poter leggere qualcosa quasi fosse vitale come il cibo... E' infatti di libri che Firmino si nutre fin dalla nascita, dapprima letteralmente e poi, quando ne scopre la vera essenza ed il contenuto, leggendoli tutti e creandosi una propria coscienza critica di se e del mondo che lo circonda. Vivrà per tutta la vita dapprima in una libreria e poi insieme ad uno scrittore Bohemien. La parabola della sua vita ricalcherà quella del quartiere in cui si trova, una sorta di nascita, decadenza e caduta: Firmino non abbandonerà mai il luogo in cui è nato, anzi tornerà esattamente dove tutto ebbe inizio, prima della fine. Un libro piccolo come un topo ma pieno di citazioni bibliografiche (non poteva essere altrimenti) e di significati, un topo più umano di così, nell'accezione completa del termine, non si era mai "letto" prima. Triste e commovente. Una menzione speciale per la traduttrice Evelina Santangelo che ha svolto un lavoro egregio. Consigliato.
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DanielaD
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Vista la mole produttiva di libri, cartoni animati, film e quant'altro ritragga topi come protagonisti, tra duemila anni oppure quando la nostra civiltà non esisterà più, probabilmente gli "archeologi del futuro" penseranno che i topi ed i ratti erano per noi animali sacri come succede in India al Karni Mata Temple "IL TEMPIO DEI TOPI". Questo tempio si trova ad una trentina di Km da Bikaner a Deshnok ed ospita indisturbati centinaia di ratti considerati appunto sacri in base ad una leggenda che narra che: “Karni Mata, incarnazione di Durga, avesse chiesto a Yama, dio della morte, di resuscitare il figlio di un cantastorie, allorché Yama si rifiutò, Karni Mata fece reincarnare in topi tutti i cantastorie defunti affinché Yama fosse privato delle anime di quegli uomini, in seguito i topi si sarebbero nuovamente reincarnati in uomini.” (Cit. Lonely Planet)
Questo libro di Sam Savage, non è però il solito libro che parla di un topolino e delle sue avventure; in realtà Firmino è l'incarnazione di tutti quelli che non riescono a vivere senza poter leggere qualcosa quasi fosse vitale come il cibo... E' infatti di libri che Firmino si nutre fin dalla nascita, dapprima letteralmente e poi, quando ne scopre la vera essenza ed il contenuto, leggendoli tutti e creandosi una propria coscienza critica di se e del mondo che lo circonda. Vivrà per tutta la vita dapprima in una libreria e poi insieme ad uno scrittore Bohemien. La parabola della sua vita ricalcherà quella del quartiere in cui si trova, una sorta di nascita, decadenza e caduta: Firmino non abbandonerà mai il luogo in cui è nato, anzi tornerà esattamente dove tutto ebbe inizio, prima della fine. Un libro piccolo come un topo ma pieno di citazioni bibliografiche (non poteva essere altrimenti) e di significati, un topo più umano di così, nell'accezione completa del termine, non si era mai "letto" prima. Triste e commovente. Una menzione speciale per la traduttrice Evelina Santangelo che ha svolto un lavoro egregio. Consigliato.
regalamelo no?
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Monello di MdR
 
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l'ho letto qualche mese fa mi ha deluso parecchio l'ho trovato scontato e anche piuttosto noiso in certe parti nulla di nuovo, uno stile narrativo oramai trito e ritrito così come il vedere il mondo degli uomini, o parte di esso, attraverso la metafora animale.
Non mi è piaciuto
Il Biker
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