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Discussione: La banca della memoria (Leggi 759 volte)
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fenice72
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"Molti di noi probabilmente ricordano con piacere se stessi da bambini, accoccolati sulle gambe di un nonno, assorti, attenti a non perdere una parola delle storie che ci venivano raccontate. Queste, col passare degli anni, vengono comprese e ricordate come esperienze di vita vera, vissuta. Venivano raccontate per insegnare quello che l'esperienza aveva portato ad imparare, perché fossero di esempio o per mantenere la memoria di vite vissute secondo usanze e valori di un'altra epoca. Per molti di noi l'importanza di queste esperienze si è svelata ed è cresciuta man mano che si diventava "grandi", quando abbiamo incominciato a capirne il vero valore. Capita allora di ritrovarsi alla ricerca, di inseguire quello che i "nostri vecchi" saprebbero raccontarci. Prima che scompaia." http://www.bancadellamemoria.it/Un'idea che trovo fantastica, specie per chi, come me, ha perso tutti i nonni quando era soltanto adolescente!
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giuggiolag
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"alla ricerca del cibo perfetto"
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praticamente si tratta di nonni che raccontano i loro ricordi?
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"Sono soltanto decisa a fare ciò che, a mio parere, potrà rendermi felice, senza riguardo a voi o ad altre persone che, come voi, non hanno nulla a che fare con me" - Elizabeth Bennet - Orgoglio e Pregiudizio
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fenice72
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praticamente si tratta di nonni che raccontano i loro ricordi?
esattamente, è una cosa bellissima...
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giuggiolag
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"alla ricerca del cibo perfetto"
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praticamente si tratta di nonni che raccontano i loro ricordi?
esattamente, è una cosa bellissima... mi commuove...io ricordo un'estate passata con mio nonno (che ora non c'è più) quando avevo circa 17 anni forse e lui che tutti i giorni aveva così tante cose da raccontarmi...e ricordo le mie mille domande...e la sua contentezza nell'avere un ascoltatore interessato...anche mia nonna tutt'ora mi racconta cose del suo passato le rare volte che ci vediamo ma...ormai le so tutte poverina, non ricorda più cosa già mi ha raccontato e cosa no, nemmeno se è passata solo mezz'ora a volte!
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"Sono soltanto decisa a fare ciò che, a mio parere, potrà rendermi felice, senza riguardo a voi o ad altre persone che, come voi, non hanno nulla a che fare con me" - Elizabeth Bennet - Orgoglio e Pregiudizio
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Scarlet
Limerick ad honorem e a oltranza
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la DeVlaminck della Magliana
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uffa
io non avevo nessuno tutti morti
la strage degli Avasini
raccontate qualcosa però
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adusa a biciclettare nei paesi del nord
numero uno: sei una str%&£$ç@
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Stefano_b
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uffa
io non avevo nessuno tutti morti
la strage degli Avasini
raccontate qualcosa però
Mia nonna materna, più che dire, aveva delle trovate fe-no-me-na-li. Ma non vi tedio con i mie racconti.  P.S. Per Scarlet: fatto! 
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Scarlet
Limerick ad honorem e a oltranza
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la DeVlaminck della Magliana
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ennoooo e invece tèdiace, sennò che l'avemo aperto a 'ffa' sto topo allora lo chiamavamo "la banca dell'accenno della memoria"
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adusa a biciclettare nei paesi del nord
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Stefano_b
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ennoooo e invece tèdiace, sennò che l'avemo aperto a 'ffa' sto topo allora lo chiamavamo "la banca dell'accenno della memoria" Touché! 
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Stefano_b
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Sicura Scarlet  Vado 
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fenice72
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Sicura Scarlet  Vado  evvaii!!!!!! 
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Stefano_b
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Sicura Scarlet  Vado  evvaii!!!!!!  Vabbè! L'episodio risale alla metà degli anni 80; io avevo 23 anni e mia nonna 82. Lei viveva sola, al terzo piano di una palazzina a tre piani in un condominio con tre scale. L'appartamento aveva un balcone che si affacciava su dei campi di granoturco, ed la sua scala era affiancata dalle altre due. Considerate che mia nonna era un tipo piuttosto energico, di bassa statura ed una vera e propria fucina di pensieri, alcuni dei quali, come vedrete, piuttosto singolari. Un giorno di luglio, mi chiede di andare in cantina a prenderle delle bottiglie di acqua; mi infilo le scarpe, esco dalla porta e non appena fatta una rampa di scale, lei esce sul pianerottolo chiamandomi, per dirmi di prendere anche una gassosa. Il fato volle, che la corrente d'aria richiudesse d'improvvisamnete la porta d'ingresso, lasciando me e mia nonna attoniti e fuori di casa. A quel punto, risalito in fretta la rampa, ho chiesto a mia nonna se avesse le chiavi con se... ovviamente così non era! Mia nonna era silenziosa ma con quel suo sguardo assorto, che ben conoscevo, e foriero di una delle sue grandi pensate... Ce la fate a resistè
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fenice72
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Sicura Scarlet  Vado  evvaii!!!!!!  Vabbè! L'episodio risale alla metà degli anni 80; io avevo 23 anni e mia nonna 82. Lei viveva sola, al terzo piano di una palazzina a tre piani in un condominio con tre scale. L'appartamento aveva un balcone che si affacciava su dei campi di granoturco, ed la sua scala era affiancata dalle altre due. Considerate che mia nonna era un tipo piuttosto energico, di bassa statura ed una vera e propria fucina di pensieri, alcuni dei quali, come vedrete, piuttosto singolari. Un giorno di luglio, mi chiede di andare in cantina a prenderle delle bottiglie di acqua; mi infilo le scarpe, esco dalla porta e non appena fatta una rampa di scale, lei esce sul pianerottolo chiamandomi, per dirmi di prendere anche una gassosa. Il fato volle, che la corrente d'aria richiudesse d'improvvisamnete la porta d'ingresso, lasciando me e mia nonna attoniti e fuori di casa. A quel punto, risalito in fretta la rampa, ho chiesto a mia nonna se avesse le chiavi con se... ovviamente così non era! Mia nonna era silenziosa ma con quel suo sguardo assorto, che ben conoscevo, e foriero di una delle sue grandi pensate... Ce la fate a resistè no, adesso vai avanti, che voi fa Hitchock? 
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Stefano_b
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no, adesso vai avanti, che voi fa Hitchock?  Era per riguardo nei vostri confronti  Mo continuo 
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DanielaD
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Sicura Scarlet  Vado  evvaii!!!!!!  Vabbè! L'episodio risale alla metà degli anni 80; io avevo 23 anni e mia nonna 82. 23 anni negli anni '80... bene, continua 
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Stefano_b
Ospite
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Sapevo, che quando era così assorta, c'era da temere. Dopo qualche secondo, vedo un lampo illuminante apparire nei suoi occhi: "Vai da tuo zio a prendere una corda! Non ridgli a cosa serve (oramai ero certo che non fosse nulla di ortodosso), ma assicurati che sia sufficientemente robusta!". E con questo laconico imperativo, mi avviai rassegnato verso casa di mio zio, che distava poche centinaia di metri. Venti minuti dop ero di ritorno con una ventina di metri di corda, vecchia maniera, di circa 3 cm di diametro. Raggiungo mia nonna sul pianerottolo, dove mi illustra il suo diabolico piano: "Senti, dobbiamo salire al piano sopra dove ci sono i lavatoi. assicuriamo una estremità della corda ad uno dei pilastri e l'altra te l'assicuri in vita, così io ti posso calare sul balcone di casa e tu puoi entrae dalla finestra della camera, che è aperta.", soddisfatta mi guardava mentre io cercavo di realizzare quello che avevo udito. Ora, una persona "normale" avrebbe in una situazione analoga, cercato qualcuno che potesse aprire la porta; che so, un falegname, un fabbro... avrei anche potuto sfondare la porta. Non era molto robusta. Mia nonna no! Essendo pratica ed attenta al denaro (passate due guerre, era attentissima agli "sprechi") aveva già scartato, senza dirmi nulla, le alternative. Oramai eravamo in ballo. Saliamo al piano di sopra, ed inizio a vedere quale fosse la situazione: il balcone di mia nonna era leggermente rientrato, rispetto al bordo della terrazza dei lavatoi. In pratica una specie di "fil rouge" da giochi senza frontiere; non solo dovevo farmi calare da mia nonna, ma avrei dovuto restare sospeso a dondolare quel tanto che occorreva a toccare il balcone! Guardai mia nonna, e confesso che mi vergogno un pò ad ammetterlo, ma non ebbi il coraggio di imbarcarmi in quell'impresa, così le dissi che non si poteva fare. Lei, senza scomporsi, con calma e del tutto tranquilla, mi disse "te si bon da niente (era veneta), Assa stare. Vago mi" ("Sei un buono a nulla. Lascia stare. Vado io", ndt). Dopo qualche istante di tentennamento, da parte mia, ho aiutato mia nonna ad assicurarsi bene, la corda in vita e con grazia e un coraggio che io non avevo avuto, si è sporta oltre il tearrazzo e si è fata calare. Immaginate la scena come doveva apparire a distanza: una signora anziana appesa ad una corda, che dondolava dal vuoto al terzo piano di una palazzina. Avevo paura da un momento all'altro di sentire delle urla terrorizzate che gridavano "Ocio a vecia se pica via"! Invece, mia nonna rideva! La sentivo ridere, mentre io la stavo calando lentamente! Rideva perchè mi diceva come mai fossi stato tanto scemo, da permetterle difare una cosa del genere e che io, ragazzo di vent'anni, avessi meno coraggio di una signora ottantenne. Questa era mia nonna! Irripetibile ed unica. Pensando a Lei, riesco sempre a sorridere, anche ora chi non c'è più. P.S. Per la cronaca: prima e scesa mia nonna, e poi visto che ce l'aveva fatta lei, sono sceso pure io
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